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MessaggioInviato: lun mag 31, 2004 5:35 pm 
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Iscritto il: ven giu 13, 2003 2:54 pm
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Sembra quasi che se metti la musica (e i libri, probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa, e non arriverai mai a considerarla come un prodotto finito. Ci troverai sempre qualcosa da ridire, starai sempre in subbuglio, e continuerai a criticare e a cercare di dipanare la matassa finchè non va tutto a rotoli e devi ricominciare daccapo. Forse noi viviamo troppo protesi verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente contenti: noi dobbiamo essere o disperati, o al settimo cielo, e questi sono stati d’animo difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida.
Vedete, i dischi mi hanno aiutato a innamorarmi, su questo non c’è dubbio. Sento un nuovo pezzo, con un cambio di accordi che mi scioglie dentro, e prima che me ne accorga, sto già cercando qualcuna, e prima che me ne accorga, l’ho già trovata.

Alta fedeltà di Nick Hornby

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Vero AcquarioImmagine Immagine
"Mi è sempre piaciuto il deserto.Ci si siede su una duna di sabbia.Non si vede nulla.Non si sente nulla.E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio" Il Piccolo Principe
"La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità!" - Il Cappellaio Matto - Alice in Wonderland


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MessaggioInviato: lun mag 31, 2004 6:06 pm 
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Località: Massy
Non mi interessa piu'. Insiste a scrivere libri che anch'io, volendo, sarei in grado di scrivere ma che non vorrei leggere.
(Ennio Flaiano,Diario Notturno)

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Stai sveglio, non abbandonarti ai sogni. Quando scegli non devi sognare, sei tu il responsabile. (Vittorio Foa)


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MessaggioInviato: mer giu 02, 2004 3:26 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: dom nov 02, 2003 7:00 pm
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Località: SviTiCa
"che attimo fu quando tornai col libro nel mio inferno, finalmente solo eppur non più solo!" ...

"prima volevo pregustare la voluttà di avere con me un libro, la voluttà artificiosamente protratta, che mi eccitava con delizia i nervi, di fantasticare che specie di libro dovesse essere, di preferenza, quello che avevo rubato: stampato molto fitto soprattutto, comprendente molte, molte lettere, molti, molti fogli sottili, perchè avessi da leggere più a lungo. E poi mi auguravo fosse un'opera che m'impegnasse intellettualmente, niente di frivolo, ma qualcosa che si potesse studiare, studiare a memoria, poesie e più di tutto - che folle sogno! - Goethe o Omero. Ma alla fine non potei trattenere più a lungo la mia brama, la mia curiosità. Sdraiato sul letto, affinché il guardiano non mi scoprisse se avesse aperto la porta all'improvviso, trassi tremando il libro da sotto la cintura."

Stefan Zweig - Novella degli scacchi


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MessaggioInviato: gio giu 10, 2004 11:59 am 
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Località: Massy
Libro! vigliacco! Ma i libri dovrebbero stare al loro posto. Devono darci le parole e i fatti nudi e crudi, le idee dobbiamo mettercele noi.
Hermann Melville, Moby Dick

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MessaggioInviato: ven giu 11, 2004 1:15 pm 
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Pirata
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Iscritto il: mar mar 11, 2003 6:47 pm
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Località: Brescia provincia (spersa in campagna in realtà)
"Legge libri seri con dentro i paroloni"
F.S.Fitzgerald, Il grande Gatsby

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man man zou
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MessaggioInviato: lun giu 14, 2004 9:31 am 
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Iscritto il: lun nov 04, 2002 11:32 am
Messaggi: 2221
Località: Massy
Per produrre un grande libro, occorre scegliere un grande argomento. Nessun'opera grande e duratura potra' mai essere scritta sulla pulce, benche' molti abbiano provato.
Hermann Melville, Moby Dick

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MessaggioInviato: mer giu 16, 2004 10:30 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: ven ago 22, 2003 11:28 am
Messaggi: 3052
Località: Torino
Non è propriamente inerente un libro, ma i libri e la cultura in sè:

"Insomma-gridò implorante-vogliamo proprio contenderci come i tarentini i quali mentre Attila era lle porte stavano discutendo se i cherubini avessero le ali o no?
-Prego-interruppe zio Gastone.non si trattava di tarentini ma di bizantini, e Attila non c'entra: si trattava di altri barbari.Inoltre la questione era ancora più sottile, non è vero Edo?
-Si si-ammise edo, il quale, non mancando di un certo senso pratico, si disinteressava completamente della faccenda.- Si si: deve essere appunto la storia di Sodoma e Gomorra.
-Sodoma e Gomorra?-si stupì il signor Gastone Food.-Come mai Sodoma e Gomorra possono essere immischiate in questa faccenda? Non mi pare.
-Allora diciamo Castore e Polluce-ribattè edo con indifferenza.-L'importante, nei fatti storici, non sono i nomi dei protagonisti, ma gli ammaestramenti che da essi fatti derivano. La faccenda di Enea che fugge da Troia con Anchise sulle spalle è importante perchè ricorda un mirabile tratto d'amor filiale: che la figlia si chiami Enea e il padre Anchise poco conta: anche se la figlia si fosse chiamata Leonida e il padre Bisanzio la cosa sarebbe identica"
Si trattava, evidentemente, di uno dei più sciagurati ragionamenti della storia di ogni tempo...
(G. Guareschi, Il marito in collegio)

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Reginetta dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi (Culodritto, Guccini)

“Sono sempre stato un sognatore ironico, infedele alle promesse
segrete.” (Pessoa)


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MessaggioInviato: sab giu 19, 2004 12:17 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: dom nov 24, 2002 4:40 pm
Messaggi: 2084
Località: Castello di Schloss, Stiria
"...non sono stato mai nello studio di Don Chisciotte, dove leggeva i suoi libroni cavallereschi finché non si alzava per menare colpi a giganti immaginari, dissetandosi con grandi sorsate d'acqua; eppure non potreste spostare un solo volume là dentro senza che io lo sappia o lo consenta."

Charles Dickens, Da leggersi all'imbrunire

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"La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda, e come la si ricorda per raccontarla"
Gabriel Garcia Marquez

"Farai la fine del profeta Ezechiele che soffiò, soffiò ma non riuscì a buttare giù la casa di mattoni"

The Haunted House


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MessaggioInviato: mar giu 22, 2004 10:28 pm 
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Corsaro Rosso
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Iscritto il: sab mar 01, 2003 8:45 pm
Messaggi: 506
Località: reggio emilia
Quando si tratta di sessualita, antropologia e storia divergono sensibilmente.
Nell'Inghilterra vittoriana una donna praticava la masturbazione rishiava di essere considerata pazza e per la sua isania di essere rinchiusa in manicomio. In Nuova Guinea, si riteneva che la "virilita'" fosse nel seme maschile, e c'era l'usanza che i maschi in giovane eta' ne assumessero, secondo un rituale.
Sempre in Nuova Guinea, nel villaggio di Iwi, ci fu addirittura un tempo la consuetudine, per incrementare la forza, di mangiare il pene di uomini uccisi.
Alle giovani Mangaia, nel Pacifico meridionale, veniva allungato il clitoride;
mentre nella comunita' Masai, appena entravano nella puberta', per rimuovere "la bruttura dell'infanzia", alle ragazze venivano recisi clitoride e piccole labbra.
Tra gli Indiani d'America esisteva lo scambio dei sessi, e presso alcune tribu' i prigionieri di guerra venivano accolti dal vincitore con il rango di moglie.
(Alain De Botton-Esercizi d'amore)

_________________
Non c'e' niente al mondo che desideri la bellezza e sappia diventare bello piu' dell'anima...
Percio' pochissimi resistono al fascino di un'anima che si dedica alla bellezza.(Maeterlinck)


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MessaggioInviato: mer giu 23, 2004 7:27 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: dom nov 10, 2002 11:41 am
Messaggi: 2156
Località: 44°40'07.53" N 14°34'41.41" E
.....
Nella storia della nostra specie, nella storia dell'homo sapiens, il libro è un fenomeno antropologico analogo in sostanza all'invenzione della ruota. Il libro, nato perché noi ci rendessimo conto non tanto delle nostre origini quanto delle possibilità intrinseche dell'homo sapiens, è un mezzo di trasporto attraverso lo spazio dell'esperienza, alla velocità della pagina voltata.
.....


Iosif Brodskij, da La condizione che chiamiamo esilio, in Dall'esilio, Adelphi, 1988

_________________
cicio no xe per barca
raccolto da IMDL

cent coo cent crapp
cent cuu dusent ciapp

raccolto da Piero Chiara

quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro
Beppe Viola


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MessaggioInviato: ven giu 25, 2004 1:56 pm 
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Mozzo
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Iscritto il: gio ago 21, 2003 2:47 pm
Messaggi: 79
Località: Milano

Non che dai romanzi la mente tragga molto nutrimento. Il piacere che
forse essi offrono lo si paga a carissimo prezzo: essi finiscono per
guastare anche il carattere piu' solido. Ci s'abitua ad immedesimarsi
in chicchessia.
(E.Canetti, Auto da fe')

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Quello che allora non sapeva, era che impazzire
talvolta e' una reazione appropriata alla realta'.
(P.K.Dick, VALIS)


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MessaggioInviato: ven giu 25, 2004 3:14 pm 
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Corsaro

Iscritto il: mar mag 25, 2004 12:37 pm
Messaggi: 373
Un inizio da brivido...

Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita. Tutto congiura per mandare il giovane in rovina: l'amore, le idee, la perdita della famiglia, l'ingresso tra gli adulti. E' duro imparare la propria parte nel mondo.(Paul Nizan, Aden Arabia)


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MessaggioInviato: ven giu 25, 2004 4:22 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: mer giu 25, 2003 11:36 am
Messaggi: 4778
Località: Piacenza
"Ci si mette a scrivere di lena, ma c' è un'ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo nè grazia: era peccato, idolatria, superbia. Ne sono fuori, allora? No, scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po' di ansiosa incosciente giovinezza. Che mi varranno queste pagine scontente? Il libro, il voto, non varrà più di quanto tu vali. Che ci si salvi l'anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa."
(Italo Calvino, "Il cavaliere inesistente")

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Se incontri un angelo, non avrai pace ma febbre. (Stefano Benni)

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MessaggioInviato: dom giu 27, 2004 10:53 pm 
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Corsaro Rosso
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Iscritto il: sab mar 01, 2003 8:45 pm
Messaggi: 506
Località: reggio emilia
...Nella Nascita della tragedia(1872), Nietzsche stila gia' il suo elogio dell'ebrezza dionisiaca e delle feste di redenzione del mondo veri e propri atti di trasfigurazione in cui il "principium individuationis" sperimenta la propria crisi piu' radicale.
Vengono infatti esaltati quei riti in cui si ripeteva il grido si dolore della natura; l'urlo di una natura costretta a frammentarsi in individui, e che ritrova, proprio negli accenti estatici caratterizzanti le feste che le sono dedicate, tutto l'eccesso di una verita' che e' in se' contraddizione.
Ecco dunque un primo paradosso: una gioia che nasce nel dolore... la sola gioia che avrebbe potuto fargli ritrovare il sapore dell'unita' originaria. Poiche' in quest' opera Nietzsche guarda alla possibilita' per l' uomo di non essere piu' semplicemente artista, ma di diventare egli stesso opera d'arte, sentendo nei propri brividi lo stesso potere creativo dell'intera natura e raggiungendo il massimo appagamento "estatico". ...
(Massimo Dona' filosofia del vino-Bompiani)

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Non c'e' niente al mondo che desideri la bellezza e sappia diventare bello piu' dell'anima...
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MessaggioInviato: ven lug 02, 2004 1:08 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: ven feb 27, 2004 9:31 pm
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Località: nel mio mondo
Frase che mi è stata dedicata senza dirmi di chi...
Per ora la metto anonima, spero di riuscir a "rimediare" al più presto :wink:

" L'uomo costruisce case perchè è vivo ma scrive libri perchè si sa mortale. Vive in gruppo perchè è gregario, ma legge perchè si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui. Piccolissime, segrete connivenze che dicono la paradossale felicità di vivere, nel momento stesso in cui illuminano la tragica assurdità della vita. Cosicchè le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità."

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Tutti ricreiamo il mondo come lo vediamo, lo guardiamo. -A.S. Byatt -

Quando penso a tutti i libri che mi resta da leggere, ho la certezza di essere ancora felice. - Jules Renard -


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MessaggioInviato: ven lug 02, 2004 2:32 pm 
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Mozzo
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Iscritto il: mar mar 02, 2004 9:51 am
Messaggi: 69
Località: Torino
zoe ha scritto:
Frase che mi è stata dedicata senza dirmi di chi...
Per ora la metto anonima, spero di riuscir a "rimediare" al più presto

" L'uomo costruisce case perchè è vivo ma scrive libri perchè si sa mortale. Vive in gruppo perchè è gregario, ma legge perchè si sa solo.


direi che è Pennac "Come un romanzo" uno dei "diritti del lettore" forse l'ultimo

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"Un uomo deve leggere di tutto, un poco o quel che può, da lui non si pretenda più di tanto, vista la brevità delle vite e la prolissità del mondo."
José Saramago - L'anno della morte di Ricardo Reis


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 Oggetto del messaggio: Colazione da Tiffany - Truman Capote
MessaggioInviato: gio lug 22, 2004 6:24 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: ven feb 27, 2004 9:31 pm
Messaggi: 3644
Località: nel mio mondo
"Dammi un esempio di qualcosa che significa qualcosa, secondo te," dissi, a bassa voce.
"Cime tempestose," rispose, senza esitare.
L'impulso della mia mano stava per diventare incoercibile. "Ma non è ragionevole. Stai parlando di un'opera di genio".
"Era geniale, vero? Mia selvaggia e dolcissima Cathy. Dio, ho pianto come una fontana".
Colazione da Tiffany - Truman Capote

phacops ha scritto:
direi che è Pennac "Come un romanzo" uno dei "diritti del lettore" forse l'ultimo


Mi fido :wink:

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MessaggioInviato: lun lug 26, 2004 6:44 pm 
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Bucaniere
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Iscritto il: ven lug 16, 2004 11:17 am
Messaggi: 298
Località: Milano
non so se la ricordo perfettamente, comunque...

Ascolta, Paula, voglio raccontarti una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai più tanto sola

(Isabel Allende, Paula)

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Non sono cattiva.....è che mi disegnano così (Jessica Rabbit)
La mia vita è un'idea che ho espresso esistendo (S. Kierkegaardt)


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MessaggioInviato: lun ago 09, 2004 3:14 pm 
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Corsaro Nero
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Iscritto il: mer giu 18, 2003 7:38 am
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"P.V.M., che leggeva Oro Spagnolo di George A. Birmingham, disse che non valeva niente. Io avevo ancora Sebastopoli di Tolstoij e leggevo un racconto molto bello, I Cosacchi. C'erano là dentro il caldo dell'estate, le zanzare, il senso della foresta nelle varie stagioni e quel fiume che i Tartari attraversavano nelle loro incursioni: vivevo ancora una volta in quella Russia. E pensavo come era reale quella Russia dei tempi della nostra guerra civile, reale proprio come qualsiasi altro luogo, come il Michigan, o la prateria a nord della città ed i boschi attorno alla riserva di caccia di Evan; e come, attraverso Turghenjev avevo capito d'esserci vissuto, come ero vissuto nella famiglia Buddenbrook, come ero entrato e uscito dalla finestra di lei ne Le Rouge et le Noir. E quella mattina che, arrivati alle porte di Parigi, avevamo visto Salcède squartato dai cavalli in place de Grèves. Rivedevo tutto questo. Ed ero io che quella volta non ero stato straziato sulla ruota perchè ero stato gentile con il boia il giorno che avevano giustiziato me e Coconas; e ricordo la notte di San Bartolomeo, come avevamo inseguito gli Ugonotti, come mi avevano intrappolato nella casa di lei, e non avevo sensazione più vera di quella che provai trovando la porta del Louvre chiusa o guardando il corpo di lui giù in mare, là dove cadde dall'albero maestro. E sempre l'Italia, meglio di tutti i libri, il riposo in un castagneto e la nebbia autunnale dietro il Duomo, attraversando la città per andare all'Ospedale Maggiore, i chiodi delle scarpe sull'acciotolato; e in primavera le improvvise piogge sui monti e l'odore del reggimento come una moneta di rame in bocca. Così nel gran caldo il treno si fermò a Desenzano, ed ecco il Lago di Garda, e quelle truppe sono la Legione cecoslovacca, e un'altra volta pioveva e un'altra ancora era buio, un'altra si passava in camion, o si veniva da chissà dove o ci si andava a piedi nel buio, da Sirmione. Perchè ci siamo stati, in quei posti, nei libri e fuori dai libri - e dove noi andiamo, se appena abbiamo la stoffa, anche voi ci potrete andare come ci siamo stati noi. Un paese, alla fine, si disgrega e la polvere se ne vola via, la gente muore tutta, e nessuno la cui importanza duri in eterno, salvo gli artisti, e questi la vogliono far finita con il loro lavoro perchè è troppo arduo, troppo incompreso e giù di moda. Mille anni rendono stupide tutte le teorie economiche mentre un'opera d'arte dura in eterno, ma è cosa molto difficile da fare, e adesso è giù di moda. Nessuno ha più voglia di dedicarsi perchè è fuori moda e i pidocchi che vivono da parassiti sulla letteratura non sanno apprezzare nè lodare. E per di più è tremendamente dura da fare. E allora? E allora io avrei continuato a leggere di quel fiume che i Tartari guadavano nelle loro scorribande predatorie, e del vecchio cacciatore ubriacone e della ragazza e quel che succedeva nelle diverse stagioni."

Verdi colline d'Africa - Hemingway

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“Sulla lavagna della cucina spicca una scritta scarabocchiata con il gesso: FUMA, BEVI E NON PENSARE MAI, un motto preso in prestito da Billie Holiday.”
I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters - R.Wells


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Vero Sagittario


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MessaggioInviato: lun ago 30, 2004 11:27 am 
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Mozzo
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Iscritto il: mar mar 02, 2004 9:51 am
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Località: Torino
"Un uomo deve leggere di tutto, un poco o quel che può, da lui non si pretenda più di tanto, vista la brevità delle vite e la prolissità del mondo."
José Saramago - L'anno della morte di Ricardo Reis

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