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Autore Messaggio
MessaggioInviato: dom ott 23, 2005 12:10 pm 
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Corsaro
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Iscritto il: mer ago 10, 2005 3:58 pm
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Premessa: non sono brava a fare recensioni, diciamo che vi racconto solo come ho letto io questo libro. Insomma, prime impressioni a caldo.


La notte dell'ultimo dell'anno si incontrano sul terrazzo di un palazzo londinese quattro sconosciuti. Martin è uno showman che, in seguito a uno scandalo sessuale che lo ha visto protagonista insieme a una quindicenne, ha perso reputazione, carriera, moglie, figlie e amici. Maureen è una donna sola, di mezz'età, ingenua, che trascorre la sua vita accudendo il figlio gravemente disabile: le sue uniche uscite mondane coincidono con le messe domenicali. Jess, ventenne sfacciatamente sboccata, è tanto arzigogolata nei suoi ragionamenti quanto capace di mettere chiunque, in un batter d'occhio e in un modo assolutamente chiaro e diretto, di fronte ai nodi irrisolti e alle incoerenze della vita che vive. JJ, americano, mollato dalla band di cui faceva parte e dalla sua ragazza, ridotto a consegnare pizze a domicilio in un paese che non è il suo, ha realizzato da poco che non diventerà mai il musicista famoso che sognava di essere. L'unica cosa che accomuna i quattro è l'idea di lanciarsi proprio quella notte giù dal tetto e farla finita. Dall'incontro, però, scatta qualcosa e i quattro decidono di ascoltarsi e di darsi un'ultima possibilità prima di fare il grande salto. Da qui di scatena tutta una serie di incontri e eventi in cui Martin, Jess, Maureen e JJ si trovano a divenire, contro ogni affinità, una comunità e provano ad essere d'aiuto agli altri. Il punto è che le situazioni sono un po' più complicate di come sembrerebbero e i motivi che spingono qualcuno a tentare il suicidio non si risolvono grazie a un pizzico di buona volontà (tranne nei libri che si legge Maureen!) o a un colpo di fortuna. E quindi? Ovviamente non ci penso neanche a dirvi come finisce....
Il libro è raccontato dalle quattro voci che si alternano e scorre veloce veloce, nonostante le quasi 300 pagine. Anche se il tema lascerebbe supporre altro, è un romanzo che sa far sorridere. E anche un po' commuovere, magari. Perchè - è inutile negarlo - ci speri davvero anche tu fino all'ultimo che le cose cambino, che il colpo di bacchetta magica arrivi (e che cavolo, siamo in un libro o no?), anche se sai che sarebbe un po' posticcio. E per fortuna, con tutti i difetti che si possono riconoscere al povero Hornby, bisogna ammettere lui non è proprio di quelli che alla fine ti risolve tutto con "il cerchio della vita" o i quattro che vedono un fiorellino illuminato da un raggio di sole e capiscono che: sì, la vita dopotutto è proprio bella. Epperò...ma come faccio a parlarne senza dirvi proprio tutto?


Vi lascio una chicca, che continua a farmi sorridere. Dalla voce ingenua di Maureen (che , come dice JJ, "non leggeva delle cose che ne potevamo parlare, capite quello che voglio dire, a meno di metterci a discutere se l'infermiera avrebbe sposato il ricco cattivo o il povero buono"):
Cita:
"Un paio di mesi fa ho letto un libro della biblioteca su una ragazza che scopre di essere innamorata di suo fratello che aveva perso di vista per tanto tempo. Ma poi naturalmente scopriamo che in realtà non era il suo fratello perduto, le aveva detto questa cosa solo perchè lei gli piaceva. Scopriamo anche che lui non è povero. E' ricchissimo. E come se non bastasse, si scopre anche che il midollo osseo del cane di lui è compatibile con il midollo osseo del cane di lei, che aveva la leucemia, perciò il cane del ragazzo salva il cane della ragazza.
A essere sincera non era così bello come vi può sembrare da come ve l'ho raccontato. Era un po' sdolcinato. " :roll:


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MessaggioInviato: dom ott 23, 2005 2:39 pm 
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Corsaro Rosso
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la chicca merita davvero! :lol:

ok, lo leggo.

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Belfagor: è giovane, è intelligente, è sano, ma è anche grosso e peloso, e nessuno lo vuole adottare...


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MessaggioInviato: lun ott 24, 2005 10:38 am 
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amministratrice ziaRottenmeier
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non vedo l'ora che esca in economica, ma non so se resiterò... :roll:

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MessaggioInviato: dom giu 11, 2006 3:19 pm 
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Re del Mare
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Iscritto il: mar mar 14, 2006 12:00 pm
Messaggi: 1411
Località: Fermo
antefatto ho già letto tutto di Hornby e lo adoro
fatto questo libro mi ha fatto venire voglia di trasferirmi in UK solo per vivere nella speranza di incontrare Nick diventarci amica e dirgli quanto è stato bello leggere il suo libro, quanto ogni personaggio parli ad una parte di me e la commuova, quanto ogni parola sia divertente e ironica ma sempre diretta a colpire in un punto. Quello che mi piace dei sui libri è l'assoluta mancanza di presunzione, non sono ritratti, non sono psicologie, sono STORIE.
strafatto se qualcuno è amico di Hornby mi dia il suo numero di telefono...

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Sai che le persone non possono vivere senza amore? Beh, l'ossigeno è ancora più importante
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non sai cosa regalarmi?
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MessaggioInviato: lun nov 06, 2006 5:00 pm 
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Corsaro Verde
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Iscritto il: lun ott 25, 2004 12:09 pm
Messaggi: 840
Località: Robecco S/N
Premetto che Hornby mi piace sempre e anche questa volta non mi ha deluso. Il libro è delizioso (si usa ancora dire DELIZIOSO? no so, ma così è!), molto godibile soprattutto nella prima parte. Le prime pagine con il racconto dell'incontro quasi surreale dei quattro protagonisti sul tetto del palazzo dei suicidi, è bellissimo. Il ritmo è sempre vivace e poi questa capacità tutta dell'autore di creare i suoi personaggi rendendoli così reali, sfaccettandoli e cesellandoli fino a inventare persone perfettamente credibili, mai totalmente positivi o negativi ma semplicemente NORMALI mi piace sempre.
La povera Maureen mi ha tanto intenerita con la sua ingenuità e il suo carico di sofferenza che però riesce anche a strappare il sorriso, e Jess..... piccola vipera insopportabile Jess!
Come già detto il libro è scritto a quattro voci dai quattro protagonisti che si alternano nel racconto; mi è piaciuto molto il fatto che lo stile di scrittura non sia omogeneo ma cambia a seconda di chi parla/scrive e allora c'è Martin, un po' più colto e con un linguaggio più corretto, Maureen semplice nella vita come nel pensiero e nel racconto, Jess irruente ed irriverente che farcisce tutto con una serie di parolacce e JJ, americano, che in ogni espressione aggiunge la parola CAPO o qualche altro intercalare.

Lo consiglio vivamente perchè è un libro troppo carino :yes!:


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MessaggioInviato: gio mar 01, 2007 10:04 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: mer nov 15, 2006 3:44 pm
Messaggi: 9097
Località: Peccioli (Pisa)
Mi ha divertita, mi ha fatto ridere e mi ha fatto riflettere. Ho apprezzato molto la tecnica di spartire il racconto fra i quattro personaggi e il loro rivolgersi talvolta direttamente al lettore. Credo che una menzione particolare spetti anche al traduttore per aver reso così fedele alla realtà di un certo slang giovanile il modo di esprimersi di Jess e JJ (verbi sbagliati compresi !).
Senza dubbio un gruppo molto eterogeneo di personaggi: ognuno con una sua storia alle spalle, ognuno con una sua personalità e un suo linguaggio. Tutti però accomunati dal fatto di riuscire comunque a mettersi in discussione e a dare in qualche modo una svolta alla propria vita.
Visto l'argomento, c'era il rischio di scadere nel moralismo e nell'happy ending artificioso oppure, all'opposto, nella farsa vuota di contenuti. Ma così non è stato, a mio giudizio, perchè tra l'ironia, il paradosso e la malinconia che si alternano, la storia si sviluppa agilmente e la lettura scorre in modo molto piacevole.
Così il messaggio secondo cui c'è sempre una speranza, lungi dall'essere espresso in modo troppo manifesto e nel finale (cose che lo avrebbero reso scontato) finisce per trasparire qua e là lungo tutto l'arco della storia attraverso riflessioni semplici (ma non per questo meno significative) come quella di Maureen :"E' proprio così tremendo veder qualcosa con gli occhi contenti ?". E al tempo stesso ne viene in altri punti ridimensionata la portata tramite altre riflessioni di segno opposto, come quella di Jess:"Dirmi che potrei fare tutto quello che voglio è come levare il tappo dalla vasca da bagno e dopo dire all'acqua che può andare dove vuole. Voi provate, e vedrete che succede". Tra queste due considerazioni estreme io collocherei il monito che Hornby fa lanciare a JJ : "Passiamo tutti tanto tempo senza dire cosa vogliamo perchè sappiamo di non poterlo avere .......... Qualunque cosa sia, dilla a te stesso. La verità ti renderà libero".
E il quadro di insieme che ne deriva è veramente ricco di spunti di riflessione, che ogni lettore potrà sviluppare nella direzione che preferisce.

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non è mai di seconda mano
è come un viaggio improvvisato
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S. Bersani, Pacifico, F. Guccini - Le storie che non conosci (Io leggo perchè - 23 aprile 2015)


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MessaggioInviato: gio mar 01, 2007 1:02 pm 
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amministratrice ziaRottenmeier
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Iscritto il: mar ott 22, 2002 11:02 am
Messaggi: 20377
Località: Milano
anch'io l'ho molto apprezzato (finalmente è uscito in economica :P subito dopo che me lo son fatto prestare :roll: ), decisamente migliore di Come diventare buoni.
In particolare l'uso del linguaggio nelle 4 voci, come avete detto anche voi, è favoloso, e il finale non banale non mi ha rovinato il libro.
Mi è piaciuto anche il fatto che i personaggi sono a tutto tondo, anche se parteggi per loro non ti nasconde quanto possano anche essere sgradevoli (come tutti :D ).

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MessaggioInviato: sab apr 28, 2018 12:08 pm 
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Corsaro Verde
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Iscritto il: sab dic 20, 2014 6:22 pm
Messaggi: 830
È stata una lettura molto scorrevole e divertente nonostante il tema del libro sia il suicidio. Non te lo aspetteresti proprio che un libro del genere possa essere così esilarante, leggero, anche molto dissacrante senza però diventare banale o frivolo. I quattro personaggi che raccontano la loro esperienza in prima persona potrebbero sembrare un po' stereotipati; in realtà sono fossilizzati nella loro infelicità e nei loro schemi distruttivi. Incapaci di fare autocritica, ciò che li salva è il confronto con altre persone che stanno vivendo la loro stessa esperienza. Infatti i quattro personaggi, anche se non hanno niente in comune, restano profondamente legati l'uno all'altro. Una cosa che colpisce del libro è la scrittura che, è bene dirlo, è pessima! Fra tutti i più sgrammaticati sono i racconti di Jess, che è anche il personaggio di cui ho apprezzato meno la svolta. In un altro libro, una scrittura così sciatta mi avrebbe molto infastidito. Qui però appare funzionale al tipo di narrazione. I racconti sono fatti in prima persona e il tono è molto colloquiale. Si capisce però che la struttura e la scrittura sono studiate così e tutto funziona molto bene. È stato il primo libro di Hornby che ho letto e mi ha piacevolmente sorpreso.

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