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MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 8:49 pm 
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Pirata
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Iscritto il: lun ott 29, 2007 10:58 pm
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Località: AREZZO
Oggi ho finito di leggere Lolita. Un'altro grandissimo, di quelli da mettere sulla lista per un eventuale naufragio o per la fine del mondo a seguito di olocausto nucleare. Viene di seguito alla lettura di quell'altro altrettanto grande di Capote, "A sangue freddo", che avevo finito di divorare non più di qualche mese fa. Mentre per parlare di russi Lolita va a finire accanto a "Il maestro e Margherita". Ma Nabokov lo ha scritto in Inglese!!! Lui, emigrato dalla Russia negli Stati Uniti in età matura ha scritto uno dei maggiori capolavori in Lingua Inglese. Questa narrazione ha un potere evocativo quasi divino, una potenza pittorica nel mettere a nudo la sublimità e la turpitudine (nulla a che vedere con la storia di perversione che fa da filo narrativo) che albergano in commistione nell'Essere Umano (da notare la maiuscola, per dire l'universalità della messa a nudo dell'anima che Nabokov riesce a conseguire) e nella sua vicenda nel mondo. Poi frasi di una musicalità tale che costringe a domandarsi come abbia fatto appunto un russo a utilizzare così magistralmente il sistema tonale (per così dire, continuando la metafora musicale) dell'Inglese. Mi viene in mente un altro paragone, questo culinario: per chi fosse ghiotto di ironia e sarcasmo ed immensa cultura classica e moderna, entri senza dubbi nel ristorante Lolita, cuoco, maitre e sommeiller il sig. Nabokov, perché vi troverà i più sontuosi e sopraffini piatti che mai avrebbe potuto immaginare. Ma devo chiarire un'ambiguità che, preso dalla foga, non mi ero accorto di aver causato; io il libro l'ho letto in traduzione italiana (pertanto l'ammirazione va anche a chi l'ha trasposto nella nostra lingua), però oso dire che anche dalla traduzione si percepisce molto distintamente il rintoccare ed il tintinnare e tutta l'orchestra al gran completo che suona nell'originale.

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amici, amici miei, dev'essere così, scorderemo il nostro stare insieme di adesso (Pierangelo Bertoli - Sera di Gallipoli)
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MessaggioInviato: mar gen 08, 2008 2:00 am 
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Re del Mare
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Iscritto il: lun apr 12, 2004 9:39 pm
Messaggi: 1380
Località: Contrada Chiavicone - Umbilicus Mundi
Tutti parlano sempre e solo dell'incipit, ma io spenderei due parole anche (soprattutto?) sugli ultimi paragrafi...

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E tu vuoi viaggiarle insieme, vuoi viaggiarle insieme ciecamente perché sai che le hai toccato il corpo, il suo corpo perfetto con la mente. (FdA)) - La cosa che più mi piace fare è niente. (WtP) - Ma conosco le coincidenze del 60 notturno, lo prendo sempre per venire da te (RG) Immagine La mia Wishlist


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MessaggioInviato: mar gen 08, 2008 3:52 pm 
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Corsaro Rosso
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Iscritto il: mar lug 12, 2005 6:55 pm
Messaggi: 550
Località: Roma
è un libro che non ho letto durante il mio periodo "romanzi russi" ma di cui ho sentito parlare molto bene successivamente. grazie per averemelo ricordato, lo inserirò nella lista dei desideri.
un dubbio "tecnico": lo cataloghereste come letteratura russa o, visto che è stato scritto in inglese, americana o anglofona?

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"...in esso vivevano uomini aridi e oscuri al pari di corde di violino, esseri dai quali si potevano però trarre tutti i valzer, tutte le lacrime, tutti i suoni del mondo." Ilja Ehrenburg

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MessaggioInviato: mer gen 16, 2008 10:54 pm 
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Pirata
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Iscritto il: lun ott 29, 2007 10:58 pm
Messaggi: 179
Località: AREZZO
scusa il ritardo nel rispondere,
io lo inserirei di sicuro nella letteratura statunitense, anche per l'influenza che ha avuto sugli scrittori successivi e visto anche che gli stessi americani (non ricordo purtroppo chi lo disse in modo esplicito) lo considerano tale; poi se vogliamo si tratta di letteratura occidentale, in modo più generale, incidentalmente scritta in inglese.

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MessaggioInviato: gio gen 17, 2008 2:36 pm 
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Re del Mare

Iscritto il: mar nov 23, 2004 7:06 pm
Messaggi: 1770
Località: roma
Il libro mi è piaciuto moltissimo, anche se non entro nel merito di letteratura russa o inglese...
Non ricordo dove l'ho scritto, ma sono sicura di averlo fatto... :think: ...
vorrei una versione di Lolita scritta da Lolita stessa...
mi è rimasta la voglia di capire di più gli stati d'animo, le motivazioni, le ripercussioni su questa figura che risulta anche un pò antipatica, nonostante tutto..

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La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
Sono un clown e colleziono attimi
Non disegnarmi di un solo colore, lasciami essere arcobaleno


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MessaggioInviato: ven apr 29, 2016 10:42 am 
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moderatrice
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Iscritto il: mer feb 05, 2003 9:33 pm
Messaggi: 5617
Località: Perugia
Ero abbastanza prevenuta nei confronti di questo libro perchè devo ammettere che trovo la tematica disturbante, è tipico dei pedofili scaricare la colpa sul bambino che provoca e stimola le attenzioni dell'adulto. Temevo una apologia di Humbert Humbert, invece così non è, anzi, la chiave grottesca scelta da Nabokov è molto adatta ed il romanzo è scritto divinamente, non ha in effetti nulla di erotico ed il protagonista si definisce molto spesso un mostro, anche se cerca attenuanti per il suo modo di essere, alla fine ammette di aver rovinato l'infanzia di Lolita, di averlo saputo anche durante il loro rapporto, ma di essere riuscito in qualche modo a mentire a sè stesso.
Credo che la storia riguardi l'ossessione, prima è l'ossessione di Humbert Humbert per le "ninfette" ragazze preadolescenti che lui ritiene siano già provocanti, poi la sua fissazione si sposta su Lolita, che incarna la ninfetta, ma diviene oggetto di un'amore possessivo e disturbato che travalicherà la spinta iniziale dello stesso.
Quello che mi ha colpito di più è che Humbert alla fine descrive Lolita fisicamente, le spalle, le ginocchia, la bocca, ma nulla sa dei suoi pensieri, per sua stessa ammissione lei non condivide con lui alcun discorso, da adolescente ribelle che si nasconde all'occhio dell'adulto, per questo secondo me non si può parlare di amore, ma di una ossessione nata prima nella testa del protagonista e solo dopo incarnata nella ragazza.

_________________
-...è solo che non ho tempo per leggere.
- Mi dispiace per te.
- Oh, non direi.Ci sono tanti altri modi per passare il tempo.
Giulio vorrebbe replicare che leggere non è "passare il tempo"...
(T. Avoledo)

cinefila integralista

Non inviatemi ring senza avvertire, grazie ^_^


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MessaggioInviato: sab giu 02, 2018 8:46 pm 
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Corsaro Verde
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Iscritto il: sab dic 20, 2014 6:22 pm
Messaggi: 830
È stato molto tormentoso leggere questo libro. L'odio che si prova nei confronti del protagonista ti fa sperare sin dalle prime pagine che muoia! Ma, ovviamente, lo str***o non muore. Quelle che stiamo leggendo sono le sue memorie... Ciò che ho apprezzato di più sono gli ultimi capitoli, in cui H. H. fa un'ultima straziante confessione della sua mostruosità, ammettendo tutti i suoi errori e tutte le sue colpe. Ed è come se il protagonista, come ha scritto anche Therese, prendesse coscienza solo alla fine di Lolita come persona e non solo come corpo. Fortunatamente anche io non l'ho trovato erotico (almeno non per i canoni di oggi). Leggere tutta la sofferenza di Lolita è stato molto intenso, molto penoso ed è molto bello lo sguardo di Nabokov che non perde mai di vista la sua prospettiva, nonostante il libro sia raccontato dal punto di vista del carnefice.

_________________
My bookshelf :wink:

:yell!: RING: Pyongyang - Guy DelisleRing a sorpresa "on the road"L'amica geniale - Elena Ferrante

I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni


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