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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sab mar 08, 2008 10:30 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: mer nov 15, 2006 3:44 pm
Messaggi: 9036
Località: Peccioli (Pisa)
Nella copertina si legge: "un thriller". Però, più della trama gialla, prevedibile ma non per questo sviluppata in modo banale, mi ha colpito la profonda analisi psicologica di Franky, del delicato e instabile equilibrio che raggiunge, per poi vederlo infranto poco dopo da dubbi e riflessioni, per poi ricostruirlo e vederlo di nuovo crollare più volte.
Il tema dei maltrattamenti fisici e psicologici all'interno della famiglia viene affrontato in modo molto realistico, sotto il duplice aspetto delle dinamiche "esterne", cioè le interazioni tra i vari protagonisti, e di quelle "interne", che portano le vittime anche al punto di mettere in discussione il limite tra il giusto e l'ingiusto, a cercare giustificazioni per l'operato di chi le piega e le avvilisce, a inquinare la propria concezione di sè con improbabili colpe, a cercare nonostante tutto la considerazione e l'approvazione da parte di chi le umilia.
Anche la figura di Reid, che appare subdola fin dall'inizio, viene ben delineata nel suo progressivo farsi sempre più odiosa: sottolineando continuamente le presunte manchevolezze della moglie agli occhi dei figli e alimentando il risentimento e i dubbi dei figli nei confronti della madre attira su di sè il rancore incondizionato del lettore, ma non quello delle due bambine, troppo direttamente coinvolte nella vicenda per poterla osservare con lucidità.
Alcuni passi riferiti a Franky sono molto espliciti nel denotare quanto la vicenda l'abbia portata a maturare precocemente, ma anche quanto sia insostenibile, soprattutto per una ragazzina, una tale situazione. In particolare mi hanno colpita la decisione di staccare il telefono per non rimanere tutto il tempo ad aspettare che squillasse, e la concezione di sè, sotto lo sguardo di compagni e insegnanti, "come una lebbrosa che si può compatire, ma solo a distanza, perchè forse è contagiosa".
E se si pensa che si tratta pur sempre di una quattordicenne, non si può non rimanere atterriti dal suo pensiero "E' difficile cambiare quello che provi. Cambiare quello che pensi è molto più facile".

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MessaggioInviato: lun mag 21, 2018 2:07 pm 
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Corsaro Verde
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Iscritto il: sab dic 20, 2014 6:22 pm
Messaggi: 816
Un libro stupendo che mi ha tenuto avvinta alla lettura dall'inizio alla fine. Oates è sempre bravissima a tracciare la psicologia dei personaggi che racconta. In questo caso riesce perfettamente nell'impresa per nulla facile di descrivere lo stato d'animo di una ragazzina che subisce indirettamente (e a volte direttamente) la violenza del padre nei confronti della madre. Poi c'è il modo oscuro (agli occhi della figlia) in cui descrive il comportamento della madre, che cerca di salvarsi ma anche di salvaguardare il rapporto del padre con le figlie;
Here be spoilers
e tutto viene svelato, dolorosamente, nelle bellissime pagine finali del diario.
Ci sono passaggi sconvolgenti che mostrano come le bambine si adattano al clima di violenza imparando a cogliere le sfumature nei comportamenti del padre per "non farlo arrabbiare". E come questo porta a interiorizzare la violenza e a colpevolizzarsi. Da non dimenticare è la figura di Todd, il figlio maggiore, che viene inculcato dal padre a seguirne gli schemi di comportamento. Un libro magnifico che spiega mille volte meglio di un saggio i meccanismi che si vengono a creare in un clima di violenza domestica.

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