Ennio Flaiano - Tempo di uccidere

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mimonni
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Ennio Flaiano - Tempo di uccidere

Messaggio da mimonni »

Ho iniziato a leggere questo libro perché mi sono resa conto di sapere poco sul periodo del colonialismo italiano in Africa.
In realtà la parte storica in questo romanzo rimane un po’ sullo sfondo, ma viene resa molto bene l’atmosfera di noiosa attesa in cui le truppe italiane vivevano dopo l’invasione dell’Etiopia, circondati da una popolazione povera e ormai sottomessa.
Il protagonista si trascina da avventura in avventura, a mio parere anche un po’ scioccamente, macchiandosi inizialmente di un omicidio che tra leggerezze e disobbedienze militari lo imprigionerà in una sorta di follia.
Intorno a lui la natura satura, monotona, gli animali misteriosi e la stessa popolazione, asservita ma in fondo ostile, contribuiscono a farlo sprofondare in una sorta di soporifera arresa.
Inizialmente, soprattutto questa boscaglia anonima ed estenuante (che poi resta sempre la stessa in cui il racconto e il protagonista girano e rigirano su se stessi ritrovandosi su sentieri già percorsi) mi ha ricordato l’asfissia di Cuore di Tenebra, ma in altre recensioni si fa anche il parallelo, forse più azzeccato, al Deserto dei Tartari. Il finale è amaramente realistico, con un oppressore che tutto sommato se la cava e ritorna alla sua civiltà, lasciando l'oppresso al suo destino. Se rimarranno segni nella coscienza non è dato di saperlo.

Una curiosità: questo romanzo ha vinto la prima edizione del Premio Strega nel 1947.

Ennio Flaiano
Tempo di uccidere
pag.313
Ed. Bur Contemporanea 2018
€ 11

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