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 Oggetto del messaggio: Kafka sulla spiaggia - H. Murakami
MessaggioInviato: sab ott 25, 2008 3:01 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: ven mar 14, 2003 10:00 pm
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Un romanzo onirico e sconcertante dove Murakami, come sempre, inserisce personaggi straordinari e indimenticabili. Su tutti, l’anziano Nakata con il suo linguaggio buffo e la cui mente è diventata una tabula rasa dopo uno strano incidente in montagna durante la seconda guerra mondiale quando era ancora un bambino. Si è risvegliato senza ricordare nulla e non è più riuscito a rimparare a leggere e scrivere. Si definisce sempre uno “stupido” ma la sua ingenuità è commovente così come la sua abilità a parlare con i gatti e con le pietre. E’ un vecchio bambino che si contrappone in modo speculare al quindicenne Tamura, così adulto nelle sue riflessioni e nel suo comportamento: scappa da casa per sfuggire alla maledizione edipica lanciatagli dal padre e nel sud del Giappone cerca rifugio in una biblioteca privata. Anche qui molti strani personaggi tra cui spicca Oshima, un ermafrodito colto e sfuggente.
Sono tantissime le descrizioni nello stile di Murakami, le citazioni letterarie e musicali, i personaggi strampalati che alla fine del libro ti sembra di conoscere da sempre e a cui ti sei affezionato.
Un libro sicuramente impegnativo perché bisogna abbandonare i nostri concetti di realtà e immergersi in quello che sembra un lungo sogno dove tutto diventa plausibile, anche una pioggia di sardine!
All’inizio il libro mi ha completamente coinvolta con l’alternarsi di capitoli raccontati in prima persona da Tamura con lo stile quindi del giovane adolescente che affronta la sua drammatica maledizione e il dramma della madre che l’ha abbandonato da bambino, poi lo stile surreale di Nakata con i suoi dialoghi con i gatti (quanto gli ho invidiato la sua capacità di dialogo con loro!) e con la tenerezza che suscita un anziano indifeso come un bambino, poi il racconto di cosa è successo su quella montagna durante la seconda guerra mondiale attraverso i resoconti freddi e burocrati dei militari americani.
Verso la fine, però, la lettura è diventata più faticosa perché la trama mi è sembrata un po’ troppo ingarbugliata e il racconto un po’ troppo “onirico” per i miei gusti, ma quando ho finito il libro ho pensato che avrei avuto nostalgia di Nakata e dei suoi surreali dialoghi.
Non è sicuramente il libro che preferisco di Murakami, ma è riuscito comunque ad incantarmi con i suoi personaggi e con la sua capacità di creare un mondo surreale dove le cose più assurde sembrano comunque plausibili.

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"I libri li rubavo. I libri non dovrebbero costare nulla, pensavo allora e penso ancora oggi".
(Pascal Mercier, "Treno di notte per Lisbona)

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MessaggioInviato: sab ott 25, 2008 4:56 pm 
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Iscritto il: mar nov 28, 2006 3:25 pm
Messaggi: 3972
Località: Catania
Bello, bello.
L'ho letto in inglese tramite un ring di Banshee e devo dire che mi ha affascinato.
Il mio commento l'ho scritto qui: http://www.bookcrossing.com/journal/4656415

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A valle, tra masse ebre, la nera, l'accesa d'ira Etna ti moveva; l'Etna gigante, lave vomitante. Arida secca l'arena, l'erbe essa martellava.


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MessaggioInviato: mar gen 13, 2009 12:22 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: gio feb 13, 2003 11:06 pm
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Località: Flying TEEpot
Penso che sia il libro che c’ho impiegato di più a leggere in vita mia. Va beh che sono circa 500 pagine ma è che proprio facevo fatica ad andare avanti con le righe tanto mi piaceva leggerle. Mi soffermavo, rimuginavo, spesso mi chiedevo “ma dove salta fuori questo Murakami ?” ( mai letto niente di lui prima, anzi evitavo i suoi libri , forse anche per via dei titoli bizzarri), e poi pensavo che, si, forse è la solita magia che ti permette certi inaspettati incontri in determinati momenti della vita di ognuno.

Che dire: che mi è piaciuto? Oltre, siamo oltre. Mi è sembrato di viverlo come reale.

Per libri del genere si potrebbe fare a meno dello spoiler, tanto anche se lo racconti tutto per filo e per segno non avverrà mai che il lettore lo capisca se non lo sentirà già suo. E’ una questione di sensibilità. La mia coincide con quella descritta da Haruki Murakami in questa bellissima opera.
Prosa in forma di poesia, fantasia che supera la realtà, il bene indistinto dal male, un giapponese che scrive come un taoista cinese e che aspira ad essere processato al posto di Kafka, lo scrittore europeo, nel teatrino mitologico di Holliwood, erotismo super letterario da urlo,e c’è persino la moda Emo !!, si può dire di tanto e di più su questo libro siderale e immenso, ma quel che più conta è che dopo la sua lettura niente sarà più come prima.

Almeno per me.


La mia ultima e definitiva postilla: come mai non è stato criticato o V.M.18 in Italia? In fin dei conti pone in evidenza lo stupro, la pedofilia e l’incesto come accadimenti passabili della vita comune. Senza contare gli scannamenti, ma quelli son già legalizzati da tempo, per ben di meno in passato si è fatto casino e quindi mi sarei aspettato che qualcuno si ergesse a difesa degli immaturi a cui verrebbe tra le mani il libro . Ma forse questo avrebbe solo allargato il suo bacino di lettori : meglio goderselo fra quei pochi che ne comprendono, o anche solo ne intuiscono, il vero senso.

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Si abbraccia un'ombra e si ama un sogno. (Soderberg)
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MessaggioInviato: mar gen 13, 2009 1:27 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: mar mar 01, 2005 7:29 pm
Messaggi: 3887
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Abbiamo un nuovo estimatore dell'immenso Murakami, bene bene!! :yes!:

e ora corri a recuperare tutto il resto, mi raccomando!! :D

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MessaggioInviato: lun apr 17, 2017 9:25 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: gio lug 26, 2007 11:49 am
Messaggi: 2059
Località: Ziano Piacentino
Quando alcuni anni fa lessi 1Q84, lessi anche un'intervista in cui Murakami parlava di quel libro dicendo che voleva "semplicemente raccontare una storia d'amore a lieto fine, tirandola un po' per le lunghe" (le parole non erano esattamente queste - anche perché l'intervista era in inglese - comunque il senso era questo).
In "Kafka sulla spiaggia" succede esattamente la stessa cosa. Questo è semplicemente un libro sulla difficoltà di diventare adulti, accettarsi e trovare la propria dimensione e la propria strada, però è raccontato "alla Murakami", ovvero attraversando dimensioni surreali, situazioni al limite dell'assurdo e incontrando personaggi speciali.
Trovo anche che questo libro sia un omaggio ai grandi della letteratura, della filosofia e della musica, visto il numero infinito di riferimenti, citazioni e rimandi.
A me è piaciuto molto, per me uno dei migliori di Murakami (e li ho letti quasi tutti).

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MessaggioInviato: ven apr 26, 2019 8:05 pm 
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Olandese Volante
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Iscritto il: lun mar 03, 2003 5:46 pm
Messaggi: 5037
Località: Pisa
E' uno dei lbri di Murakami che ho apprezzato di più per l'inventiva e la forza narrativa di alcuni personaggi.
La dimensione onirica, tanto decantata da tutti, è forse l'aspetto che mi piace meno, quanto meno mi piacerebbe che ce ne fosse un po' meno

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