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 Oggetto del messaggio: Vita di Pi, Yann Martel
MessaggioInviato: ven apr 04, 2014 9:44 am 
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Olandese Volante
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Vita di Pi.
Sono anni che volevo leggere questo libro. Sono anni che l'ho comprato. Nel frattempo è uscito il film; ha vinto alcuni Oscar; me ne hanno parlato e riparlato. Serviva la sfida della tombola per farmi cercare nella seconda fila della TBR il volume (categoria scelta inizialmente: in fondo alla TBR; categoria in cui lo inserirò per la voglia sadica di rimandare la cinquina: bestseller :P ).

E cosa dire di Pi? Dire che quando a inizio libro ho letto "una storia che ti fa credere in Dio" pensavo fosse una frase buttata lì. Invece quello è il cuore stesso del libro. Perchè Vita di Pi è l'equivalente del film Signs di M. Night Shyamalan: entrambi raccontano una storia di paura/coraggio con l'obiettivo di parlare di Dio (perchè i segni di M. Night Shyamalan NON sono i segni sui campi di grano fatti dagli alieni: sono i segni della presenza di Dio... sebbene in pochi l'abbiamo capito).
SPOILER!!!
Here be spoilers
I risultati finali, però, sono diametralmente opposti. In Signs il reverendo interpretato da Mel Gibson ritrova la fede e (ri)crede in Dio perchè ne capisce i segni che ne confermano l'esistenza; in Vita di Pi, Pi chiede ai giapponesi un atto di fede: Pi chiede se preferiscano la storia incredibile, fantastica e impossibile (e ti devi fidare di questa storia, devi averne fede) o se preferiscano la verità nuda e cruda, (dis)umana, che li metterebbe davanti all'orrore. In sintesi: preferisci avere fede in Dio o rapportarti con la sua assenza e la bestialità dell'uomo?

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 Oggetto del messaggio: Re: Vita di Pi, Yann Martel
MessaggioInviato: ven apr 04, 2014 10:04 am 
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Iscritto il: mer feb 05, 2003 9:33 pm
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non ho capito se ti è piaciuto oppure no, ogni tanto mi viene in mente di leggerlo e poi leggo qualcos'altro, è bene inserirlo in lista TBR?

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-...è solo che non ho tempo per leggere.
- Mi dispiace per te.
- Oh, non direi.Ci sono tanti altri modi per passare il tempo.
Giulio vorrebbe replicare che leggere non è "passare il tempo"...
(T. Avoledo)

cinefila integralista

Non inviatemi ring senza avvertire, grazie ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Vita di Pi, Yann Martel
MessaggioInviato: ven apr 04, 2014 10:12 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: mer gen 02, 2008 7:30 pm
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Località: Prata di Pordenone
Già, scusa. Mi è piaciuto, molto. Anche se ad un certo punto della storia mi ha fatto salire l'orticaria per la piega presa dagli eventi. Casualmente sono reduce da un altro libro* che parla di un naufragio nel Pacifico ("Memorie di un cacciatore di draghi", bellissimo!) e quindi alcuni paragoni erano inevitabili. Diciamo che per fortuna il finale ristabilisce l'ordine (o perlomeno lo ristabilisce per me e la mia visione della vita e del mondo)

*e curiosamente anche nell'altro libro c'è una tigre (anche in copertina) sebbene nelle memorie abbia solo una piccola (determinante) parte. E in entrambi i libri si cita Owen Chase (forse citazione inevitabile visto l'argomento)

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 Oggetto del messaggio: Re: Vita di Pi, Yann Martel
MessaggioInviato: dom apr 20, 2014 6:47 pm 
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Iscritto il: mar feb 17, 2004 2:22 pm
Messaggi: 12574
Località: The Noble and Most Ancient House of Black, "Toujours Pur"
Non ho elementi di paragone come libri simili o film, quindi mi limiterò a scrivere la mia recensione di questa lettura appena finita. Il libro, nella sua totalità, non è male, anche se non lo definirei un libro che mi è piaciuto molto o che consiglierei a tutti.
E' diviso in tre parti, profondamente diverse l'una dall'altra, e credo che quelli che hanno amato molto il libro siano riusciti ad accordare meglio le tre parti di quanto abbia saputo fare io.
La prima parte è interessante, soprattutto nella scoperta spirituale di Pi
Here be spoilers
anche se ho trovato la "diatriba" dei tre "mentori" di Pi abbastanza pasticciata e poco utile ai fini del racconto
e nella prefazione della sua vita tranquilla ma particolare, sempre a contatto con animali selvaggi.
La seconda parte, a livello narrativo, non inizia nel migliore dei modi. A mio parere ci sono troppi dettagli inutili, e la lettura si fa più pesante (in generale in tutta la seconda parte, ma forse all'inizio è anche peggio perchè c'è proprio un cambio di marcia rispetto alla prima parte). La conoscenza zoologica di Pi (e dell'autore) è sicuramente utile, ma a volte l'ho trovata ridondante :roll: Qui si rafforza la parte "spirituale" (anche se il termine non mi piace, perchè a differenza di molti, io ci ho trovato ben poca spiritualità nel libro :P ), o comunque è quella che a tratti fa riferimenti biblici. Mi spiace non avere conoscenze di Islamismo o Induismo, perchè a questo punto credo che ci siano riferimenti anche a queste due religioni che sicuramente mi sono persa. Gli stessi animali presenti sulla barca credo abbiano dei riferimenti specifici, non per ultima l'importante tigre.
Di sicuro è interessante l'approccio uomo/animale, la consapevolezza da parte di entrambi i protagonisti che la sopravvivenza dell'uno è legata a quella dell'altro, il momento in cui Pi comprende come comportarsi con Richard Parker. Gli avvenimenti che si susseguono durante il naufragio sono tutti importanti ai fini del libro ed a volte anche imprevedibili.
Il finale è abbastanza spiazzante, anche se probabilmente coerente con tutto il libro. Non mi sento di dire che il lettore debba prendere una posizione ferma e che la realtà è che
Here be spoilers
sulla barca non c'era nessun animale, ma delle persone che si sono scannate per la sopravvivenza

Io direi invece che fornisce al lettore delle alternative, e che non necessariamente chi "sceglie" una o l'altra abbia più o meno fede. Per quanto mi riguarda
Here be spoilers
il finale con gli umani lo trovo abbastanza banale

Tirando le somme, ho visto in questo libro un'allegoria della vita. Il cambiamento che avviene in noi quando ci troviamo in determinate circostanze paragonato all'atteggiamento che teniamo quotidianamente in luoghi che ci sono familiari. La capacità di tirare fuori lati del carattere che possono emergere solo in condizioni estreme. Tant'è che se
Here be spoilers
devo considerare che allora Pi fosse davvero Richard Parker, il suo abbandonare la barca non appena si tocca la terra ferma corrisponde a mio avviso all'abbandono di quella parte selvaggia che probabilmente non tornerà più fuori, ma senza la quale Pi probabilmente non sarebbe riuscito a sopravvivere ai suoi 200 e passa giorni di naufragio

Last but not least, interessante la prefazione dell'autore che è parte integrante del libro e il suo inserire sè stesso nella parte di colui che scriverà la vita di Pi :yes!:

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Liz

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"Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri."
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 Oggetto del messaggio: Re: Vita di Pi, Yann Martel
MessaggioInviato: dom apr 22, 2018 9:52 pm 
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Corsaro Verde
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Iscritto il: sab dic 20, 2014 6:22 pm
Messaggi: 830
Questa recensione è tutta un grande spoiler!!
(La devo mascherare tutta?)

Avendo visto il film, conoscevo già la trama di questo libro. Un po' per questo, un po' perché lo stile di Martel è molto scorrevole, è stata una lettura molto veloce. I temi potrebbero essere numerosi e complessi. Probabilmente è un libro in cui ognuno ci può vedere quello che vuole. Per quanto mi riguarda preferisco prenderlo per un classico libro sulla sopravvivenza, quindi un libro d'avventura. Pi, il giovane protagonista, per superare il terribile naufragio ha dovuto tirare fuori dal profondo di sé risorse inimmaginabili. Questo è rappresentato metaforicamente dalla tigre; la parte di noi che definiremmo bestiale, ciò a cui noi essere umani non siamo abituati. Per la tigre uccidere significa sopravvivere; non è un'azione malvagia in quanto la natura è scevra dal giudizio morale che fa parte del modo di vivere umano. Però Pi è umano (per giunta, vegetariano!). L'unico modo che ha per superare psicologicamente l'esperienza traumatica, cioè per sopravvivere moralmente oltre che fisicamente, è creare una seconda personalità a cui affibbiare le sue colpe e con cui giustificare in un modo che sia umanamente accettabile le sue azioni. In questo senso il libro mi ha anche commosso, soprattutto quando capisce che può finalmente dire addio alla tigre e tornare a essere solamente Pi. Se però viriamo sul religioso, andiamo a cercare altri significati nascosti (che probabilmente ci sono, considerata la grande spiritualità del protagonista) allora non siamo in un campo che posso comprendere. Mi tocca fermarmi alla parte che mi è piaciuta ;)

Ricordo che il film mi era piaciuto molto. Si trattava di un film molto spettacolare, con l'entrata in scena della tigre memorabile. Il libro invece è molto meno spettacolare; le descrizioni migliori sono quelle dell'isola e della tempesta con la scialuppa a cavallo delle onde.

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