La verità sul caso Harry Quebert

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Éowyn
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La verità sul caso Harry Quebert

Messaggio da Éowyn »

Stuzzicata da una recensione lusinghiera (di Citati, forse?) ho preso in mano questo libro-rivelazione. Quasi 800 pagine per raccontare della scomparsa di una quindicenne, il ritrovamento del cadavere dopo più di trent'anni, le indagini per arrivare alla "verità".
In un avanti/indietro continuo, con sterzate brusche nella trama e nel filone dei sospetti si delinea sempre di più la (non) protagonista, N-O-L-A. Quindicenne allegra e solare, quindicenne inquieta, piccola puttana, musa ispiratrice, materna compagna dello scrittore... ? Chi è davvero Nola? E sopratutto: chi l'ha uccisa e seppellita al limitare della foresta 33 anni fa?

Il libro si lascia leggere, ma
- spiccano personaggi imbarazzanti: la madre di Marcus, l'avvocato di Harry... macchiette il cui contributo alla storia è inutile o quasi e che non fanno altro che infastidire;
- i colpi di scena centrali alla storia sono annullati dal fatto che mancano almeno 300 pagine alla fine
- nella prima parte il libro è lento da paura (di sicuro ne uscirebbe fuori una mini serie TV perfetta, però)

In sintesi: 3/5.
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Éowyn
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Re: La verità sul caso Harry Quebert

Messaggio da Éowyn »

Dimenticavo: voto 1/5 alla copertina, che nulla centra con la storia.
Se non altro la copertina originale (qui) rimanda all'idea della cittadina tranquilla, senza peccato, dove i bambini sono lasciati liberi di giocare in strada vista l'assenza di pericolo.
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Gahan
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Re: La verità sul caso Harry Quebert

Messaggio da Gahan »

Io concordo con quanto c'è scritto sulla pagina wikipedia del libro: è una lettura "famelica e veloce", non si riesce a smettere di leggerlo, quindi l'autore è sicuramente riuscito nel suo intento. Per questo lo considero uno dei libri "buoni" di quest'anno anche se ho alcuni punti su cui obiettare.
La sensazione a caldo è quella di un calderone in cui c'è dentro di tutto. Un giallo ma anche un libro metaletterario, una storia d'amore, uno spaccato di vita in un cittadina di provincia. Delitti, minacce, pedofilia, omosessualità, psicosi e poi pure la setta religiosa negli ultimi capitoli!
A me è suonato tutto molto falso, la storia d'amore prima di tutto.
Non ne potevo più dei "tesoro mio" e "diventerai un grande scrittore".
Poi troppi finali per i miei gusti. Poteva troncare 200 pagg prima, invece di fingere di aver trovato il colpevole, per poi scoprire di avere incolpato la persona sbagliata... per 2 volte!!!
Éowyn ha scritto:
- i colpi di scena centrali alla storia sono annullati dal fatto che mancano almeno 300 pagine alla fine
Infatti, anche il lettore meno perspicace capirebbe che non si è affatto arrivati alla conclusione del mistero e da lì in poi è tutto abbastanza prevedibile...
Here be spoilers
Ammetto di non aver capito che la madre di Nola era morta, ma tutto il resto sì: che Harry aveva raccontato un sacco di palle, chi era il vero assassino e che Stern era il delinquente che aveva sfigurato Luther.

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Gahan
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Re: La verità sul caso Harry Quebert

Messaggio da Gahan »

Éowyn ha scritto:Dimenticavo: voto 1/5 alla copertina, che nulla centra con la storia.
Se non altro la copertina originale (qui) rimanda all'idea della cittadina tranquilla, senza peccato, dove i bambini sono lasciati liberi di giocare in strada vista l'assenza di pericolo.
Su questo non sono d'accordo, soprattutto dopo che ho scoperto l'autore di questa foto, Gregory Credwson fotografo americano.
Le sue foto si ispirano palesemente ai quadri di Edward Hopper e infatti, guarda caso, la copertina originale è un quadro di Hopper!
Guardando questa foto a me viene un senso di angoscia, perché penso alla ragazzina da sola di notte che scappa da qualcuno che la vuole uccidere...

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francesina
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Re: La verità sul caso Harry Quebert

Messaggio da francesina »

Ho letto questo romanzo dopo "Il libro dei Baltimore" e mi spiace ammettere di averlo trovato decisamente inferiore.
Certamente entrambi si leggono molto velocemente: Dicker ha il dono di catturare l'attenzione per cui la mole delle sue opere non pesa, ma al tempo stesso ha una sintassi mooolto semplice con frasi brevi e tanti dialoghi e io sono dell'avviso che per impegnare un lettore oltre 500 pagine o si ha uno stile che basterebbe a se stesso (alla Ian Mc Ewan, tanto per citarne uno) o si è elaborata una trama perfetta. Per il resto mi ritrovo sia nelle osservazioni di Gahan che di Eowyn. La sensazione che Dicker abbia dato luogo ad un gran calderone nel quale abbia messo dentro troppe cose l'ho avuta anche io e in parte la ricondurrei (specie se penso al Libro dei Baltimore) ad una sua immaturità di scrittura, come anche l'aver tratteggiato talmente male i personaggi dell'avvocato e della madre di Goldman da renderli odiosi. Come dicevamo anche nella recensione dell'altro romanzo, inoltre, della madre qui esce un ritratto decisamente diverso e non mi ricordo nemmeno dell'etichetta di "formidabile" data al protagonista durante il liceo. Quello che più ho detestato è la coppia al centro del testo, non credibile nei modi né nelle espressioni: davvero uno scrittore e professore ha bisogno del conforto e delle rassicurazioni di una ragazzina di 15 anni per avanzare nell'elaborazione di un romanzo? Ed è attendibile che questo sia da considerarsi un capolavoro solo perché è l'opera che lei, a cui mancano ancora due anni per terminare il liceo, trova quanto sia di più bello abbia mai letto? Ma dai :lol: :roll:
Sono quindi combattuta nel dare un giudizio: è un libro di cui trovo evidenti difetti non trascurabili, ma non posso negare che mi abbia catturato e che abbia letto le oltre 700 pagine in due giorni. Volendo dare un voto: 2,5/5
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii

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