M. Missiroli, Atti osceni in luogo privato

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francesina
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M. Missiroli, Atti osceni in luogo privato

Messaggio da francesina »

Guardandone la copertina (impossibile non notarla in libreria) non si hanno dubbi sugli atti osceni cui allude Missiroli. In realta' ne fornisce lui stesso il significato a meta' di questo -bellissimo- romanzo: Osceno e' il tumulto privato che ognuno ha e che i liberi vivono. Si chiama esistere e a volte diventa sentimento. Ed e' proprio la liberta' il leitmotiv del testo: il protagonista, che il lettore incontra dodicenne all'inizio del testo, non a caso si chiama Libero e il suo percorso formativo, che rappresenta poi l'intero intreccio, vorra' essere finalizzato proprio ad essere all'altezza del proprio nome.
I sei capitoli corrispondono alle varie fasi della vita di Libero, che dopo l'infanzia a Milano si trasferisce con i genitori a Parigi. C'e' moltissimo di entrambe le citta' in questo romanzo e il modo in cui esse fanno da sfondo alle lunghe passeggiate o semplicemente alle riflessioni dei personaggi e' a mio avviso suggestivo. A Parigi Libero e' un adolescente con il complesso dell'invisibilita', scombussolato dal divorzio dei propri genitori e impacciato dalla scoperta della sessualita'. Milano invece lo vede giovane adulto che, grazie al supporto di una serie di persone diversissime tra di loro, scopre finalmente se stesso. Non ho trovato particolarmente interessante la figura della bibliotecaria-mentore di Libero che dispensa consigli di vita e suggerisce letture formative. Credo sia pero' un ruolo funzionale all'inserimento dei tanti libri che Missiroli ha citato nel romanzo, dandone peraltro una valenza importante nel processo di autoconoscimento del protagonista: dal Faulkner di Mentre morivo al Deserto dei Tartari, dalla Duras a Salinger passando per Whitman. Entrambe belle invece le figure dei genitori di Libero ed ho trovato dolcissimo il modo in cui Missiroli ha espresso quella fase di riscoperta e riavvicinamento ai propri genitori che spesso avviene all'inizio dell'eta' adulta.
Un bellissimo libro, davvero.
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

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lunabluxxx
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Re: M. Missiroli, Atti osceni in luogo privato

Messaggio da lunabluxxx »

Concordo in pieno, anch'io l'ho trovato un libro bellissimo, scritto con un'onestà ed una tenerezza che mi hanno conquistata.
E' bello fare il percorso con Libero dalle soglie dell'adolescenza all'età adulta, attraverso la scoperta del corpo e del sesso, ma soprattutto della propria identità, di quella degli altri, dell'amore e del dolore e, alla fine dei conti, soprattutto della propria libertà, che come ha giustamente scritto Francesina è davvero il punto centrale della storia.

Ho adorato il modo in cui Libero scopre nuovi aspetti di se stesso e nuovi sguardi sulla vita grazie ai libri, ma anche come i libri stessi in questo romanzo diventano ponti sentimentali tra Libero e le persone che lo circondano, suo padre, la sua amica Marie, il suo fraterno compagno Antoine, Lunette ed Anna, l'oste Giorgio.

Alcuni momenti li ho trovati indimenticabili: la notizia della morte di Sartre e il ritrovarsi di Libero, suo padre ed i suoi amici al cafè Les Deux Magots, a condividere la perdita e rendere omaggio al grande autore; e le scorribande di Libero e dell'amico Lorenzo tra le vie della vecchia Milano sull'Assunta, la vespa color salvia, insieme al cagnolino Palmiro Togliatti :wink:

"I libri spostavano la mia gravità, e attuavano una legge: avevano iniziato a mettermi al mondo".
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te...
(N. Hikmet)

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Gahan
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Re: M. Missiroli, Atti osceni in luogo privato

Messaggio da Gahan »

Da tempo desideravo leggere qualcosa di Missiroli e alla fine ho optato per questo libro, dato che la copertina mi aveva abbastanza colpita la prima volta che l'ho visto in libreria.
Ci sono cose che mi sono piaciute ed altre decisamente no.
Tra le prime ci metto lo stile (il libro è scritto bene, è scorrevole, l'ho letto in tre giorni) e alcuni personaggi abbastanza caratteristici (Marie, l'oste Giorgio, Lorenzo con la sua vespa e il cagnolino Palmiro e anche il padre di Libero che se ne è andato troppo presto).
Tra quelle che non mi sono piaciute ci sono le citazioni di libri, film e dischi (mi è sembrata una mossa "furba" e poco originale), la geografia dei luoghi (troppo stereotipata) e il protagonista. A me Libero non è proprio piaciuto e a tratti lo avrei preso a sberle.

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