La battaglia navale, Marco Malvaldi

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lunabluxxx
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La battaglia navale, Marco Malvaldi

Messaggio da lunabluxxx »

Sul litorale di Pineta viene ritrovato il cadavere di una bella ragazza con un tatuaggio sulla schiena, che viene presto identificata come una giovane badante ucraina dal figlio dell'anziana presso cui lavora. La ragazza era tormentata da un marito violento, quindi il caso sembra avviato ad una rapida conclusione, con grande sollievo del vicequestore Alice Martelli che è in partenza per le meritate vacanze in Portogallo con il fidanzato Massimo il Barrista.
Ma Ampelio, nonno di Massimo, e gli altri tre tetraventenni assidui frequentatori del BarLume, poco convinti di un esito così semplice ed incapaci di rimanere lontani da indagini e pettegolezzi, per saperne di più vanno a trovare la vecchietta assistita dalla badante uccisa (portandole una torta che la manda quasi in coma glicemico) e assoldano il compagno Mastrapasqua, che ha vissuto in Ucraina, per infiltrarsi tra le colleghe della vittima ai giardinetti.
Tutto questo attivismo costa ai nonni una diffida legale, ma riapre le indagini che richiamano così Alice al lavoro e portano a galla un intrigo molto diverso dalle prime apparenze...

I vecchietti del BarLume sono una droga :P : le loro discussioni sboccate ed esilaranti restano per me la parte migliore dei romanzi di Malvaldi, insieme al suo stile di scrittura fluido ed ironico che mi induce a perdonargli alcune digressioni che sanno un po' troppo da "spiegone". La trama è comunque gustosa e interessante, soprattutto quando le indagini virano verso una direzione diversa da quella iniziale.

«Un lavoro d’indagine vero, sul campo, è molto più simile alla battaglia navale. All’inizio spari alla cieca, e non cogli niente, ma è fondamentale che tu ti ricordi dove hai sparato, perché anche il fatto che lì tu non abbia trovato nulla è una informazione».


La perla poi è la citazione del vicequestore Rocco Schiavone, protagonista della serie di gialli nata dalla penna di un altro autore italiano, Antonio Manzini :D :
"Povero tesoro. Saltare la cena. Almeno un grado sette della scala Schiavone.
La scala Schiavone era una scala empirica delle rotture di coglioni inventata da un collega di Alice, del quale talvolta parlava. L'unica cosa che Massimo aveva capito era che era bene tenersi alla larga da questo tizio..."
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te...
(N. Hikmet)

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