Canti di Natale - Charles Dickens

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saturn111
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Canti di Natale - Charles Dickens

Messaggio da saturn111 »

I Canti di Natale di Charles Dickens in edizione Einaudi raccolgono cinque racconti del celeberrimo scrittore inglese. Tutti i racconti sono in stile gotico e sono caratterizzati da quello speciale umorismo dickensiano che mi fa amare molto questo autore. Il più famoso è sicuramente il primo, A Christmas Carol, con l’indimenticabile vecchio Scrooge che dal cuore duro ed egoista dovrà affrontare la prova dei tre Spiriti del Natale per riuscire a instillare un po’ di compassione nel suo animo. Ci parla di come l’avidità e l’avarizia possano spingere una persona verso una solitudine estrema rendendola cieca alle sofferenze altrui. Le campane è forse il racconto più horror e drammatico e denuncia il paternalismo con cui le classi sociali alte trattano le classi povere condannando le persone a un ciclo di miseria senza fine. Qui il vecchio Trotty vedrà i suoi cari scendere lungo le spirali di orrore a cui vengono destinati dalle storture della società. Il grillo del focolare è il racconto più gioviale, quasi una favola, ambientato nella vita domestica del vetturino John Peerybingle e sua moglie Piccina alle prese con un misterioso personaggio che porterà scompiglio nella loro quiete. La battaglia della vita è un racconto romantico con un’intricata storia d’amore che vede come protagoniste due sorelle orfane di madre, Grace e Marion, che dovranno vivere una lunga separazione i cui motivi sono svelati solo nel finale. È sicuramente il racconto che ho apprezzato meno soprattutto per la trama complicata. La parte migliore è rappresentata dai personaggi popolari capaci di dare quel tocco di umorismo che alleggerisce il racconto. Con Il patto col fantasma si ritorna nell’horror e nel romanzo sociale. È un racconto molto filosofico. Il vecchio professor Redlaw ha vissuto una vita di rimpianti prigioniero del dolore causato dai torti subiti in gioventù. Un patto col “diavolo” lo porterà a dimenticare tutti i ricordi dolorosi e a trasmettere questo “dono” al prossimo. Ma l’oblio della pena porta anche l’oblio della coscienza e della compassione. Ricordare chi siamo e il male che abbiamo vissuto ci avvicina al prossimo e ci permette di compartecipare al dolore degli altri.


Ho apprezzato molto questa lettura. Dickens mi rinfranca. In ogni racconto si passa attraverso la paura, il dolore, la rabbia… ma c’è sempre la speranza che ci attende alla fine del tunnel. E quella speranza siamo noi che col nostro impegno e la nostra partecipazione possiamo portare gioia e benessere nella vita di chi ci circonda.

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