G. Bassani, Dietro la porta

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francesina
Olandese Volante
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G. Bassani, Dietro la porta

Messaggio da francesina »

Se fossi una professoressa di liceo probabilmente assegnerei la lettura di questo romanzo ai miei alunni. Offre infatti un esaustivo panorama di quell’insieme di senso di diversità, solitudine, mancanza di autostima mista ad arroganza che spesso accompagnano l’adolescenza. In più, leitmotiv della produzione letteraria (e della vita) dell’autore, qui c’è anche quella sensibilità, quello stare all’erta delle famiglie ebree dopo la Seconda guerra mondiale. Il protagonista è un giovane che inizia il 1° Liceo classico e si trova ad inserirsi in una nuova classe con nuovi compagni dopo avere perso il suo unico e migliore amico del ginnasio. L’arroganza emerge dalle prime pagine del testo, nutrite di osservazioni non certe benevole sui vari compagni di classe, specie nei confronti di quelli più brillanti. Vorrebbe diventarne amico, ma pensando di non essere all’altezza, per autodifesa mente a se stesso e gli trova dei difetti pensando che non meritano la sua amicizia. Per questo, perché è facile sentirsi superiore a chi è più in difficoltà di noi, inizia a frequentare un ragazzo appena arrivato in città: Luciano però si rivelerà viscido e ben più scaltro di lui. Di fatto, metterà il protagonista davanti ad uno specchio mostrandogli chiaramente come sia incapace di compiere delle reali azioni perché bloccato nel suo immobilismo, come appunto resti nella vita -fisicamente e metaforicamente- “dietro la porta”.
Un bel libro, bello come solo certi classici sanno essere: succede poco o nulla eppure non è noioso, lo stile è colto e curato, ma sintetico e scorrevole.
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii

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