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 Oggetto del messaggio: Marco Balzano, Resto qui
MessaggioInviato: mar ott 30, 2018 11:00 am 
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Olandese Volante
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Iscritto il: gio apr 05, 2007 2:19 pm
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Prima di diventare suggestivo soggetto da fotografare e meta turistica, Curon era un paese altoatesino come tanti altri e il Lago di Resia (quello che compare sulla copertina del libro) non esisteva proprio. Balzano racconta in questo romanzo appunto come nell’immediato dopoguerra le tradizioni, il paesaggio e la vita di un’intera vallata siano stati cancellati dalla Montecatini, la società elettrica che vide nella costruzione di una diga in Val Venosta una possibilità economica significativa (e che poi, per inciso, nemmeno si rivelò tale): fu proprio la costruzione di questa diga a cancellare il paese di Curon e a creare il lago.
Questo dettaglio storico si inserisce nel quadro più grande rappresentato dai prodromi della 2° guerra mondiale e dalla guerra stessa. Trovo interessante l’idea di raccontare il fascismo e lo stesso periodo bellico da un punto di vista poco utilizzato, vale a dire quello degli alto-atesini: di chi, quindi, con l’avvento di Mussolini si vide vietare l’utilizzo della propria lingua (il tedesco) e anche per questo credette di trovare nel nazismo la via di scampo all’oppressione della dittatura italiana.
Interessante la figura femminile al centro del romanzo, Trina, e di suo marito, così come il gruppo che si crea nel periodo della guerra in cui i due cercano la salvezza nei boschi. Meno invece mi ha convinto la parte della trama dedicata alla figlia di Trina: in parte ho la sensazione che sia come troppo separata dal resto della storia, in parte che non sia stata sufficientemente approfondita dall’autore e che abbia un che di poco credibile.
Un bel romanzo anche se, forse per colpa delle mie aspettative, non mi ci sono affezionata come credevo.

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Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii


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