"Il tortellino muore nel brodo" - Filippo Venturi

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Towandaaa
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"Il tortellino muore nel brodo" - Filippo Venturi

Messaggio da Towandaaa »

Una storia fresca, dinamica, raccontata con brio e linguaggio diversificato che concorre a definire i diversi personaggi. Non solo. Anche alcuni passaggi che mi hanno colpita, tanto più graditi quanto più inattesi. Perché quello che si presentava come un giallo da risolvere con l'intuito e la passione di un giovane ristoratore, coinvolto in quanto vittima si trova ad essere la figlia di un suo amico fraterno, si è rivelato molto di più.
Un ritratto affettuoso di Bologna, dei suoi portici, delle sue tradizioni enogastronomiche.
Uno zoom su un novello Peter Pan, che non ha ancora preso saldamente in mano le redini della propria vita da adulto.
Una serie di battute divertenti ma sempre misurate e mai sboccate.
Una trama incentrata su coincidenze ed equivoci che non scade però nell'inverosimile o nell'assurdo.
Personaggi curati con attenzione, anche quando ad essi sono dedicati pochi passaggi.
Alcune espressioni che colpiscono per la loro icastica incisività, quelle che leggendole portano a pensare che sì, è proprio con quelle parole che anche tu definiresti alcune sensazioni più o meno fugaci e più o meno comuni( "i bar con le lucine appese alle vetrine, consapevole dimenticanza di un altro Natale passato troppo in fretta" - "accanto è un posto per pochi" - "sua madre si chiamava Silvana e di professione faceva la moglie").
E un alternarsi di registri emotivi che oscilla tra il divertito, il malinconico, il teso e il disteso in una ben calibrata progressione senza cesure.
Una bella scoperta, quindi, per un libro scelto pensando ad un momento di puro intrattenimento ma che mi ha dato molto di più, come la sentita pagina dedicata alla strage di Bologna e a ciò che essa significa ancora per i bolognesi:
"la sua attenzione si è soffermata sul vecchio orologio fermo sulle 10.25, perché lui è un bolognese e i bolognesi, tutte le volte che si trovano in quel piazzale, anche se sono disperati quanto lui (...) anche se sono distratti, innamorati, stronzi o felici, un pensiero al 2 agosto del 1980 lo fanno sempre: i bolognesi non dimenticheranno mai quello che hanno combinato all'ala ovest di quell'edificio, alla loro gente, al loro cuore, al loro orgoglio. Non dimenticheranno mai il massacro, lo stupro, il vilipendio: quello è il loro 11 settembre, la madre di tutti i Bataclan".
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S. Bersani, Pacifico, F. Guccini - Le storie che non conosci (Io leggo perchè - 23 aprile 2015)

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