"Bevande incluse" - Roberto Centazzo

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Towandaaa
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"Bevande incluse" - Roberto Centazzo

Messaggio da Towandaaa »

Di Roberto Centazzo avevo letto soltanto "Squadra speciale minestrina in brodo", ma ricordo che non mi era piaciuto, soprattutto perché mi sembrava che avesse voluto emulare il genere delle investigazioni gerontofile inaugurato da Malvaldi senza però nè aver trovato una linea originale da seguire nè essere riuscito a riprodurre lo spirito dei primi episodi del Bar Lume (prima cioè che anche la serie pisana imboccasse una inesorabile china discendente).
Sfogliando la rivista "Il libraio" mi sono però sentita attratta da questo romanzo estraneo alla serie dei vecchietti(e che solo dopo ho scoperto essere il secondo della serie di Cala Marina, ma ciò non ha inficiato il piacere della lettura).
Ed ho fatto bene a lasciarmi tentare. Perché mi è piaciuto davvero molto, grazie ad una serie di qualità diverse che però si possono accomunare sotto il comune denominatore dell'equilibrio.
Molto equilibrata è infatti, in primo luogo, la componente della coralità: la stazione ferroviaria di Cala Marina è popolata da un gruppo di personaggi (che sono poi quelli seriali) i quali offrono il loro apporto sia allo sviluppo della trama principale sia alla definizione dell'ambiente senza sfiorare gli estremi opposti della confusione e della superficialità, tra i quali si muovono sempre pericolosamente i romanzi che puntano molto sulla pluralità delle voci di fondo. Il capostazione vessato dalla moglie che trova rifugio in una stanza in cui ha riprodotto in scala la stazione stessa su cui già esercita il proprio controllo e che indugia in un gioco consistente nell'immaginare le storie che stanno dietto ai viaggiatori in transito; il frequentatore abituale del bar della stazione, professore di matematica che intrattiene i bambini con spettacolini di magia basati sui numeri e gli adulti con divagazioni filosofiche; il maresciallo della Polfer,  borioso e vanesio ma che in fondo sa il fatto suo; la barista, l'edicolante, il tassista, l'addetto alle pulizie, muto ma attento osservatore e redattore di una sorta di diario. Già con questi personaggi si arriva al punto di familiarizzare piacevolmente, di desiderare di conoscere di più delle loro vite, e ciò è indice, secondo me, del fatto che sono stati costruiti sapientemente.
Molto equilibrata è anche la trama della storia principale, che si riveste di toni ora malinconici, ora romantici, ora gialli, senza che le cesure appaiano troppo nette o che una di queste componenti prenda il sopravvento sulle altre.
Così come il ritmo: ora mosso, al seguito delle indagini sui due eventi musteriosi che si verificano, ora più disteso, con pagine in cui si leggono pensieri interessanti e niente affatto banali, nonostante il cuore della storia ruoti attorno a temi vecchi come il mondo: le conseguenze dell'aver privilegiato un  matrimonio senza amore e dell'aver rinunciato alla realizzazione di sogni e progetti a lungo coltivati.
Per chi, come me, coglie sempre volentieri i riferimenti al valore delle storie che si scrivono e si leggono, riporto un passaggio che ho evidenziato durante la lettura:
"Sì, mi piace scrivere storie. Ah, le storie! Volete sapere qual è il loro segreto? Si può modificarle, abbellirle, trasformarle, ritoccarle, farle andare dove si vuole. Sennò non sarebbero neppure storie. Sarebbero qualcosa di diverso.  Sarebbero semplicemente vita."
E per chi fosse incuriosito dal titolo riporto il passaggio in cui il matematico-filosofo espone la conclusione a cui è pervenuto :
"Che la vita è un regalo e come tale va vissuta, senza perdersi in calcoli meschini, senza tormenti, senza recriminazioni e, soprattutto, senza rimpianti e senza rimorsi. Non devi far altro che prenderla così com'è,  come un menu a prezzzo fisso, l'intera offerta, il buono e il meno buono, il giusto e lo sbagliato, tutto il pacchetto, insomma, primo, secondo, contorno e dessert, bevande incluse."
Facile a dirsi, lo so.
Per ora lascio impregiudicata la questione, complessa e foriera di incerti sviluppi.
Ma sicuramente presto tornerò a Cala Marina, leggendo "Tutti i giorni è così", perché ho trascorso piacevolissime ore di lettura in compagnia dei personaggi appena conosciuti.
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S. Bersani, Pacifico, F. Guccini - Le storie che non conosci (Io leggo perchè - 23 aprile 2015)

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