Scompartimento n° 6 di Rosa Liksom

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lisolachenonce
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Scompartimento n° 6 di Rosa Liksom

Messaggio da lisolachenonce »

Scompartimento n° 6 di Rosa Liksom
Iperborea, 2014
240 pagine

Questo libro mi ha fatto penare moltissimo perché non sono riuscita ad impersonarmi in nessuno dei personaggi, che mi sono rimasti profondamente estranei. Quindi ogni pagina era una sofferenza :lol: :lol: :lol: :lol: Il libro racconta un viaggio sulla transiberiana di una ragazza di origine finlandese che studia all'università di Mosca e di un russo di mezz'età che lavora come operaio edile in Mongolia. I 2 condividono lo scompartimento n. 6 e la "convivenza" risulta difficile per la profondissima differenza sia nello stile di vita, sia nella personalità e nell'ambiente di vita dei 2 (lui un paio di volte prova anche a stuprarla, ma così, niente di personale). A parte le interazioni tra i 2 a sfilare sotto i nostri occhi di spettatori è l'Unione Sovietica in pieno disfacimento, nella descrizione dettagliata del disastro ecologico, della devastazione delle culture delle etnie dell'URSS, della povertà e del degrado di quella che sembra un'unica immensa periferia, anche se il treno attraversa anche molti tratti non urbanizzati.
La ragazza intraprende il viaggio per andare a visitare alcune incisioni rupestri in Mongolia, ma soprattutto fugge da Mosca perché il suo fidanzato, che si è finto pazzo per sfuggire alla leva obbligatoria e alla guerra in Afganistan (la vicenda si colloca negli anni '80 del ventesimo secolo) e dopo "le core" in un manicomio statale è impazzito davvero. In questo lungo viaggio, con tutte le sue disavventure e la testimonianza di tanta degradazione, sembra riuscire a metabolizzare la sua personale disperazione e nell'ultima pagina, come Checov, griderà "A Mosca, a Mosca".

Ecco, non mi è piaciuto per niente, ma per niente.... :whistle: :whistle: :no!: :no!: :no!:
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