Nostra Signora del Nilo - S. Mukasonga

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francesina
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Nostra Signora del Nilo - S. Mukasonga

Messaggio da francesina »

Scholastique Mukasonga è una scrittrice rwandese di etnia tutsi: da anni vive in Francia dopo essere sfuggita alla persecuzione per mano degli hutu del 1994, quella nella quale morì più di un milione di persone.
Proprio in Rwanda si svolge questo romanzo, ambientato in un prestigioso liceo femminile di Nyaminombe. Sono gli anni ’70 e si può quindi assistere ai prodromi di quella rivalità tra hutu e tutsi – le due etnie rwandesi – che, non senza la complicità del Belgio, sarebbe poi sfociata una ventina di anni dopo in uno dei peggiori genocidi di sempre.
Il romanzo è uno spaccato della vita di questo collegio tramite la presentazione di alcune delle sue ospiti: si tratta per lo più di ricche hutu, figlie di politici o imprenditori, che studiano per avere quell’istruzione “all’europea” che conferisce prestigio, ma che di fatto è finalizzata solo a fare un matrimonio conveniente. Tramite i vari personaggi si ha modo di avere una prima infarinatura di quella che era la cultura e la struttura sociale rwandese, oltre che del modo in cui gli europei (politici e missionari) vi si erano inseriti. L’immagine che ne esce di questi ultimi non è certo lusinghiera, colpevoli dello sradicamento della religione e delle tradizioni locali prima e di avere appoggiato le due repubbliche hutu poi.
Ho letto il libro con ben chiare in mente le immagini scattate da Salgado (credo sia impossibile dimenticarle per chiunque le abbia viste) per cui lo stile apparentemente semplice e l’atmosfera di “freschezza” data dalle conversazioni delle protagoniste non hanno avuto presa su di me ed ho girato pagina dopo pagina nell’attesa di una catastrofe.
E’ una lettura che non sconsiglio a priori, ma devo ammettere che non mi ha colpita più di tanto e a chi volesse approcciarsi al tema suggerisco piuttosto Metà di un sole giallo della Adichie.
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii

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