Peperoncino di Alain Mabanckou

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lisolachenonce
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Peperoncino di Alain Mabanckou

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Peperoncino di Alain Mabanckou

Peperoncino è il soprannome di un ragazzino orfano che ci racconta la sua vita. Il soprannome se lo è guadagnato facendo un brutto scherzo ai 2 bulli della sua camerata.
Il racconto, che si intreccia alle vicende storiche del Congo-Brazzaville, ex colonia francese, è totalmente ambientato a Pointe noire, un porto al confine meridionale dello stato e vicino anche al confine con lo Zaire (oggi Repubblica democratica del Congo).
Le vicende di Peperoncino sono quelle di tanti ragazzi africani che vivono in strada, rubacchiando e formando bande di disperati che si spostano in diverse zone della città a seconda delle maggiori o minori persecuzioni da parte della polizia.
Durante un breve periodo felice, il giovane, ormai ventenne, riesce ad ottenere un lavoro, ma viene infine risospinto nella povertà assoluta e tra i paria della sua città quando l'odiato sindaco di Pointe Noire, durante una delle sue campagne elettorali, "ripulisce" la città dalle bande di poveracci e dalle prostitute zairesi (il nostro aveva trovato protezione in un bordello gestito da zairesi). Ormai disadattato, il povero Peperoncino finisce per smarrire sempre più la memoria e la ragione, fino all'epilogo che qui non svelo per non rovinare la lettura ad altri.
Benché in Italia sia davvero poco noto, questo autore congolese ha una discreta notorietà nei paesi di lingua francese e devo dire che ha un buono stile di scrittura, oltre a creare personaggi credibili e molto umani. Attraverso le disavventure di Peperoncino viene descritta, molto umanamente e senza schierarsi, la vita di tanti derelitti, viene raccontata la decolonizzazione e l'influenza sovietica (sul Congo come su molti altri stati dell'Africa centrale).
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