D. Baker, Cassandra al matrimonio

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francesina
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D. Baker, Cassandra al matrimonio

Messaggio da francesina »

Ambiguità e perplessità, oltre ad un certo malessere sono le sensazioni ormai sedimentate dopo la mia lettura di questo libro.
Era da tanto che desideravo leggerlo: i romanzi incentrati su una coppia di gemelli sono rari ed avendo io la possibilità di una gravidanza gemellare mi sono sempre sentita sensibile all’argomento. C’è un gran parlare del carattere dei gemelli, del loro rapporto e persino di una loro potenziale capacità di percepire i sentimenti dell’altro anche se a distanza. Dorothy Baker affronta appunto queste sensazioni: la stranezza- se non proprio difficoltà- di essere assolutamente identici a qualcun altro e la sensazione di essere interi solo insieme all’altro. Queste le riflessioni di fondo, trasmesse con una prosa e tramite un personaggio (quello di Cassandra, soprattutto) che non possono non turbare.
La mia edizione (Fazi) ha una bella postfazione di Peter Cameron, il quale racconta di essere stato scioccato dalla lettura di questo libro. La mia opinione è più tiepida, non ho girato le pagine con frenesia né ne sono stata ossessionata, ma comprendo e condivido il legame che lui vede tra Cassandra al matrimonio e La campana di vetro di S. Plath. Le due protagoniste hanno lo stesso sguardo sulla vita, gli anni di ambientazione sono gli stessi e tutto sommato anche il modo in cui “galleggiano” nel mondo dopo l’estrema difficoltà di avere dimostrato a viverci, è molto simile. Cassandra è un personaggio che “disturba” perché è crudelmente diretta e quasi ironica nella sua follia. All’inizio del romanzo può sembrare solo una ragazza spiazzata, confusa e sola, ma inserita nuovamente nella casa di famiglia, nella dimensione atipica di un mondo volutamente isolato, tra le figure prive di concretezza del padre e della nonna, emerge nettamente il suo lato patologico. La presenza di Judith, l’altra gemella, e persino lo stratagemma letterario di raccontare una parte della vicenda dal suo punto di vista, non è sufficiente per dare equilibrio. Judith è la gemella assennata, quella che ha compreso la stranezza della famiglia nella quale è cresciuta e del rapporto che la lega a sua sorella e cerca di allontanarsene per crearsi una dimensione di equilibrio e conformità alla norma. Da qui il suo desiderio di sposarsi con gran premura e, come dice lei stessa, fare come le altre: amare il proprio marito, aspettarlo, fare che le cose normali che ci si aspetta facciano le coppie "ordinarie". Nel tentativo, credo, di smettere di sentirsi diversa.
Un romanzo bello e sconvolgente, che mi ha fatto piacere leggere e che mi ha fatto riflettere sulla percezione del rapporto gemellare in letteratura. Ho letto solo altri due libri con una coppia di gemelli come protagonisti ed in entrambi i casi ricordo una certa sensazione di malessere, ambiguità, distacco dal mondo (alludo a Sulla collina nera di Chatwin e alla Trilogia della città di K della Kristof)
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

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Nereia
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Re: D. Baker, Cassandra al matrimonio

Messaggio da Nereia »

A me è piaciuto tantissimo, l'ho letto in un pomeriggio – anche perché non è molto lungo.
Come te non sono rimasta scioccata dalla lettura di questo romanzo perché, comunque, uno dei temi molto importanti nel libro (l'omosessualità) che nel 1960 faceva un gran parlare, adesso non dico che sia proprio un argomento sdoganato, ma è pur vero che vivo in un ambiente che mi permette, da donna, di avere certe libertà.
La mia opinione, a differenza della tua, non è tiepida – ma capisco benissimo perché lo è, a tantissime persone che conosco non è neanche piaciuto –, è meno entusiasta di quella di Cameron, ma comunque molto positiva.
Il merito va tutto al modo in cui è costruito il romanzo, al fatto che sembri completamente senza tempo – potrebbe essere stato scritto l'altro ieri –, al cambio del registro stilistico che c'è quando al posto di Cassandra scrive/parla la sorella, Judith.
Non so, forse il mio entusiasmo è irrazionale (anzi, probabilmente lo è) :lol:
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francesina
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Re: D. Baker, Cassandra al matrimonio

Messaggio da francesina »

Nereia ha scritto: Non so, forse il mio entusiasmo è irrazionale (anzi, probabilmente lo è) :lol:
Beh, direi che con i libro è spesso così: piacciono di pancia!! Si possono articolare gli aspetti che si sono amati e quelli che meno ci hanno convinto, ma le sensazioni che può darci la lettura sono molto personali, coinvolgono e dipendono dal nostro carattere, dal nostro vissuto, dal periodo che stiamo passando per cui direi che una parte di irrazionalità ci sta tutta!

Hai ragione, forse la tematica dell'omosessualità oramai non fa battere più ciglio a nessuno, ma per il resto è un libro che non dimostra affatto i suoi anni.
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