Fiore di roccia - Ilaria Tuti

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lisolachenonce
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Fiore di roccia - Ilaria Tuti

Messaggio da lisolachenonce »

"Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili. "

Nei villaggi di fondovalle in Carnia sono rimaste solo le donne, i vecchi e i bambini. Non ci sono uomini per lavorare le terre, per la fienagione, per i lavori stagionali. La popolazione è più o meno alla fame e sopravvive grazie al lavoro immane delle donne. Un giorno il parroco dopo l'omelia fa un appello: non è possibile portare i viveri ai soldati in quota con i muli, i sentieri sono troppo ripidi e solo i valligiani li conoscono. Qualcuno può andare?
E quelle donne che già a stento riuscivano a tirare avanti facendo il lavoro di tutti, partono per i sentieri che solo loro conoscono con ai piedi gli scarpetz, calzature di feltro che si cuciono da sole, e sulle spalle gerle pesantissime cariche di viveri ed esplosivi.
Ci mettono poco ad ottenere il rispetto dei soldati e la loro gratitudine. Non riusciranno mai ad abituarsi all'assurdità della guerra.
Un libro bellissimo e molto umano, molto ben scritto e con personaggi a tutto tondo, che riporta alla memoria le figure delle Portatrici Carniche", troppo presto cancellate dal ricordo, forse anche a causa dell'ideologia fascista che subito dopo la prima guerra mondiale riportò le donne ai fornelli, cancellando forse l'unico lato positivo del conflitto che era stata l'emancipazione femminile.
Amai la verità che giace al fondo, quasi un sogno obliato (U.Saba)
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Nam concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur.(Sallustio)
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francesina
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Re: Fiore di roccia - Ilaria Tuti

Messaggio da francesina »

Grande merito di questo libro è avere gettato luce su pagine della storia decisamente poco conosciute ed averlo fatto riconoscendo il giusto merito alle portatrici carniche che, di fatto, garantirono la sopravvivenza di tanti militari italiani nei gelidi inverni friulani.
Il personaggio di Agata è meraviglioso ed è stato molto doloroso leggere che la sua storia si ispira ad una friulana realmente vissuta, Maria Plozner Mentil, peraltro unica donna cui sia stata intitolata una caserma ed omaggiata nel '97 della Medaglia d'Oro al valor militare.
Se fossi un'insegnante di storia certamente ne farei leggere dei brani in classe, per dare concretezza a tante pagine di numeri e nomi che possono sembrare lontani dalla realtà e non appena si potrà tornare a viaggiare in sicurezza andrò a visitare il sacrario di Redipuglia ed il Museo di Timau.
L'unico aspetto che mi ha lasciata perplessa è la scelta dell'autrice di adottare uno stile così ricercato. Si addice ai contenuti del libro poiché gli attribuisce il rispetto che merita, ma per quanto di Agata si dica che sia più istruita di quanto non lo fossero all'epoca le contadine, mi resta difficile credere che realmente una ragazza di quell'estrazione sociale potesse davvero esprimersi con tale cura lessicale.
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii

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