Il senso del dolore - M. De Giovanni

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Gwiwenneth
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Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da Gwiwenneth »

TITOLO:
@Il senso del dolore - L' Inverno del commissario Ricciardi

link al ring:
viewtopic.php?f=23&t=23009

Ho finito di leggere da poco questo primo romanzo di De Giovanni e ho deciso subito di farne un ring.

La trama sembra quella del solito giallo.
Un tenore viene ritrovato morto, con gola squarciata da un pezzo di vetro del suo specchio, nel camerino di uno dei teatri piu' famosi d'Italia... il San Carlo di Napoli, é il 1931, in pieno regime fascista.
Il commissario Ricciardi indaga!

Ma Ricciardi non è il solito Colombo e nè si puo' definire un investigatore alla CSI.
Egli ha un dono, che piu' che essere un vero dono è una maledizione.
Egli riesce a vedere i fantasmi di coloro che son morti, nel loro ultimo attimo di vita.
Ne riesce a percepire l'immagine, fissa spettrale, ed ad udire le parole, la loro ultima frase.
Cio' che vede è guida per l'indaggine ma è anche tormento.
Egli non riesce a distaccarsi dal mondo della sofferenza e avverte tutto il peso del dolore della morte, e della vanià del vivere.

Tutto il libro si snoda con delicatezza e raffinatezza.
Ogni personaggio è tratteggiato con mano precisa ma con una grande dose di sensibilità.

Scrive una recensione:
L' autore nel commissario identifica un’umanità tradita, un essere che riassume in sé tutti i dolori del mondo, sotto un apparente distacco che cela invece un uomo che, senza pretendere di giudicare, colloca la giustizia in una sfera asettica, non dimenticando tuttavia che ci sono vittime e vittime, e colpevoli e colpevoli.

Vento gelido, imposte che sbattono, carta che svolazza, bambini a piedi nudi che si rincorrono, cadaveri agli angoli di strade che ripetono le loro ultime parole a un commissario che, stringendo i denti, lotta ogni giorno, ogni ora per cercare una verità che non è solo quella del crimine, ma è anche lo stato di abulia, di abbandono e, al tempo stesso, di opprimente torpore di un regime [quello fascista] che si avvia allo sfacelo.
E' un romanzo molto bello che mi ha attratta non dalle prime pagine; che affronto smpre con un attimo di sospetto... ma già a metà non riuscivo piu' a staccarmi. Quando si arriva verso la fine, anche se si trova il colpevole, la storia continua e continua a continua con colpi di scena non hollywoodiani ma sempre avvolti da quella dolcezza e sensibilità con cui De Giovanni dipinge la realtà di una Napoli povera ed abbandonata a se stessa, e di un umanità che ha nel sangue la lotta per la sopravvivenza e la solidarietà comune.
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Gwiwenneth
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da Gwiwenneth »

intervista a de Giovanni che spega l' idea e la psicologia di Ricciardi :D

http://corpifreddi.blogspot.com/2009/07 ... vanni.html
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lisolachenonce
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da lisolachenonce »

Primo della serie del commissario Ricciardi, questo libro introduce il personaggio tormentato del commissario e quello profondamente umano del suo aiutante, il brigadiere Maione. Magistrale anche la descrizione della città di Napoli, con il contrasto tra i nuovi quartieri ampi e ricchi ed i quartieri spagnoli appena dietro, con abitanti che si muovono sotto l'impulso della fame e della miseria più nera.
La serie è ambientata nel 1931, ma certi contrasti nelle grandi città sono ancora molto attuali, basta ascoltare le cronache.
Di questo romanzo (e anche dl successivo, che in realtà ho letto prima di questo (come i Romani, ero convinta che l'anno iniziasse con la primavera ;) )) mi ha colpito l'ambientazione, la caratterizzazione umana dei personaggi, la descrizione per rapide ma evocative pennellate di ambienti, sentimenti, personaggi.
De Giovanni ha uno stile superbo, vivamente consigliato.
Ultima modifica di lisolachenonce il mar ago 05, 2014 3:42 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da lunabluxxx »

lisolachenonce ha scritto:De Giovanni ha uno stile superbo, vivamente consigliato.
Mi associo assolutamente :D adoro il modo di scrivere di de Giovanni, delicato ed elegantissimo, mai lezioso ma intriso di umanità. Anch'io ho letto i primi due della serie di Ricciardi, oltre al racconto presente nella raccolta Regalo di Natale, e non credo mi fermerò qui :wink:
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lisolachenonce
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da lisolachenonce »

Ho letto i primi 4, nel frattempo......

Aspetto dismaltire un paio di ring (e qualche TBR per salvare la faccia con me stessa) e mi compro il Natale ;)
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Gahan
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da Gahan »

Ho appena terminato la lettura di questo romanzo e mi è piaciuto molto, quindi leggerò anche tutti gli altri in ordine di pubblicazione.
Del resto, ora che siamo orfani di Montalbano dovevo pur trovare un commissario sostitutivo... :pimp:

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fosca
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da fosca »

Gahan ha scritto:Del resto, ora che siamo orfani di Montalbano dovevo pur trovare un commissario sostitutivo... :pimp:
Gahan....lo so può essere datato e di grado inferiore, ma................
Sarti Antonio, sergente
è fenomenale.................... :yes!: 8) :)


sono campanilista è vero.........

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Gahan
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da Gahan »

fosca ha scritto:
Sarti Antonio, sergente
Confesso la mia ignoranza, non lo avevo mai sentito...

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francesina
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Re: Il senso del dolore - M. De Giovanni

Messaggio da francesina »

Mi sono avvicinata a questo romanzo senza grandi aspettative e invece mi ha davvero rapita. Condivido quanto scritto qui sinora ed in realtà non ho molto altro da aggiungere non potendo scendere nella trama per evitare spoiler. Sicuramente suggestiva l'ambientazione napoletana degli anni 30, affascinante il personaggio del commissario e tanto elegante quanto evocativo lo stile di De Giovanni. Proprio bello!
Sicuramente avanzerò con la lettura delle altre stagioni del Commissario.
Nous habiterons une maison sans murs, de sorte que partout où nous irons ce sera chez nous- J.Safran Foer, Extrêmement fort et incroyablement près

E finalmente lui pronunciò le due semplicissime parole che nemmeno una montagna di arte e ideali scadenti potrà mai screditare del tutto. I. McEwan, Espiazione

Sempre Francesina, anche su Anobii

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