Candido, Voltaire

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Gahan
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Candido, Voltaire

Messaggio da Gahan »

Avevo questo libro nella pila dei TBR dai tempi dell'Università. Ora dovendo fare pulizia, ed essendo solo 150 pagg, mi sono messa d'impegno e in 3 sere l'ho letto.
È un libretto satirico del 1759, nel quale Voltaire critica aspramente la nobiltà, la filosofia, la chiesa e la crudeltà umana in generale.
Il protagonista, Candido, è il figlio illegittimo di una baronessa tedesca e vive presso il castello del barone fratello di lei, finché il barone non lo sorprende a baciare sua figlia Cunegonda e lo caccia. Da qui seguiamo le peripezie di Candido in giro per il mondo. Gliene capitano di tutti i colori, ma alla fine quello che voleva dimostrare è che, se non fosse passato attraverso tutte quelle disavventure, non avrebbe ottenuto quello che desiderava.
Il libro è scorrevole, ma non sempre facilmente comprensibile perché allude a questioni specifiche dell'epoca dell'autore, quindi bisognerebbe essere profondi conoscitori del contesto storico e della biografia di Voltaire per cogliere tutte le sfumature. L'edizione Mondadori è abbastanza infarcita di note che aiutano un po'.
Che dire d'altro? Non è molto il mio genere, non è il libro che mi ha cambiato la vita e nemmeno lo rileggerei.
Forse è fondamentale per chi ha un'interesse profondo in quel periodo storico, o nella letteratura francese, ma lo trovo sorpassato come lettura di intrattenimento e non lo consiglierei.

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Marcello Basie
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Re: Candido, Voltaire

Messaggio da Marcello Basie »

io ne ho un ricordo abbastanza piacevole, il racconto è anche divertente a tratti. Sono positivamente sicuro di averlo letto ai tempi del liceo, i soli anni in cui potevo trovare divertente Voltaire che fa polemica contro Leibniz, di cui il personaggio di Pangloss ne è la rappresentazione grottesca ("siccome siamo nel migliore dei mondi possibili, non poteva andare meglio di così", cito a memoria).
Per il resto concordo che Candido è una lettura che, probabilmente, si apprezza poco al di fuori di un contesto scolastico.
Stai sveglio, non abbandonarti ai sogni. Quando scegli non devi sognare, sei tu il responsabile. (Vittorio Foa)

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