Carlo Maria Cipolla - Allegro ma non troppo.
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Carlo Maria Cipolla - Allegro ma non troppo.
In un paio d'ore mi sono letto questo libello, edito dal Mulino e ristampato nello scorso ottobre, di Carlo Maria Cipolla, storico dell'economia scomparso qualche anno fa.
In realtà si tratta di due saggi intriganti: uno di storia economica, l'altro sulla stupidità umana.
Il primo è Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo, un brillante scritto che mette in evidenza la sottovalutata importanza di pepe, vino e lana nell'economia europea dall'alto Medioevo alla peste del 1347 / 1351. Divertentissimo il pezzo in cui l'autore giustifica le spedizioni dei Crociati con la carenza del pepe (potente afrodisiaco) nel Vecchio Continente.
Il secondo è Le leggi fondamentali della stupidità umana e parte dal presupposto che la percentuale di stupidi nel mondo è sempre costante, indipendentemente da sesso, razza o religione. Cipolla divide il mondo in quattro categorie di esseri umani: gli intelligenti (bene per sè e per gli altri), i banditi (bene per sè e danno per gli altri), gli sprovveduti (danno per sè e bene per gli altri) e appunto gli stupidi, che danneggiano se stessi e gli altri contemporaneamente. Gustosa la conclusione, secondo cui dagli stupidi è impossibile difendersi, in quanto fenomeno talmente irrazionale che uno stupido risulta più pericoloso di un bandito.
Imperdibile e godibilissimo!
In realtà si tratta di due saggi intriganti: uno di storia economica, l'altro sulla stupidità umana.
Il primo è Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo, un brillante scritto che mette in evidenza la sottovalutata importanza di pepe, vino e lana nell'economia europea dall'alto Medioevo alla peste del 1347 / 1351. Divertentissimo il pezzo in cui l'autore giustifica le spedizioni dei Crociati con la carenza del pepe (potente afrodisiaco) nel Vecchio Continente.
Il secondo è Le leggi fondamentali della stupidità umana e parte dal presupposto che la percentuale di stupidi nel mondo è sempre costante, indipendentemente da sesso, razza o religione. Cipolla divide il mondo in quattro categorie di esseri umani: gli intelligenti (bene per sè e per gli altri), i banditi (bene per sè e danno per gli altri), gli sprovveduti (danno per sè e bene per gli altri) e appunto gli stupidi, che danneggiano se stessi e gli altri contemporaneamente. Gustosa la conclusione, secondo cui dagli stupidi è impossibile difendersi, in quanto fenomeno talmente irrazionale che uno stupido risulta più pericoloso di un bandito.
Imperdibile e godibilissimo!
Mi associo nel consigliare questo libricino che è uno di quelli che ho regalato di più. La formulazione geometrica del fenomeno della stupidità è assolutamente geniale...
E' anche lui nell'elenco dei libri che presto su http://librinprestito.splinder.com
Buone feste a tutti!
Franca
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Mi auto-cito e riporto la mia journal entry di quando ho rilasciato questo libro:
Non so se la prima parte del libro valga qualcosa se non per uno storico. Ricostruire lo sviluppo dell'occidente sula base della brama per le spezie è a mio giudizio un divertissement che solo chi abbia le idee chiarissime su cos'altro ha mosso la storia può cogliere appieno. Nondimeno, si tratta di una lettura amena.
E' però la seconda parte "Le leggi fondamentali della stupidità umana" il vero colpo di genio, il trionfo di uno humor sottile ed amaro.
Agli stupidi si possono dedicare spassose descrizioni, comprensibli vituperi e amare considerazioni: ma metterli sotto un vetrino e analizzarli socio-scientificamente, con tanto di grafici, è humor nero di primissima qualità.
Lo scritto di Cipolla ha un tale tono serio e elegante esposizione da chiedersi fino all'ultima riga se l'autore stia scherzando o meno.
Libero questo libro avendone imparato la lezione: cioé che molti intelligenti bookcrossari lo leggeranno divertendosi e lo faranno passare, fino a che capiterà in mano ad uno stupido (cfr. la Seconda Legge) che non lo leggerà e se lo dimenticherà nella propria biblioteca, arrecando danno a se stesso e agli altri. Ma proprio facendo così confermerà la brillante intuizione del libro stesso, rendendolo ancora più prezioso: contro gli stupidi l'unica vittoria che si possa ottenere è l'ironia.
Non so se la prima parte del libro valga qualcosa se non per uno storico. Ricostruire lo sviluppo dell'occidente sula base della brama per le spezie è a mio giudizio un divertissement che solo chi abbia le idee chiarissime su cos'altro ha mosso la storia può cogliere appieno. Nondimeno, si tratta di una lettura amena.
E' però la seconda parte "Le leggi fondamentali della stupidità umana" il vero colpo di genio, il trionfo di uno humor sottile ed amaro.
Agli stupidi si possono dedicare spassose descrizioni, comprensibli vituperi e amare considerazioni: ma metterli sotto un vetrino e analizzarli socio-scientificamente, con tanto di grafici, è humor nero di primissima qualità.
Lo scritto di Cipolla ha un tale tono serio e elegante esposizione da chiedersi fino all'ultima riga se l'autore stia scherzando o meno.
Libero questo libro avendone imparato la lezione: cioé che molti intelligenti bookcrossari lo leggeranno divertendosi e lo faranno passare, fino a che capiterà in mano ad uno stupido (cfr. la Seconda Legge) che non lo leggerà e se lo dimenticherà nella propria biblioteca, arrecando danno a se stesso e agli altri. Ma proprio facendo così confermerà la brillante intuizione del libro stesso, rendendolo ancora più prezioso: contro gli stupidi l'unica vittoria che si possa ottenere è l'ironia.
Che le tartarughe siano grandi ammiratrici della velocità è cosa del tutto naturale.
Le speranze lo sanno, e se ne infischiano.
I famas lo sanno, e ne ridono.
I cronopios lo sanno e ogni volta che incontrano una tartaruga tirano fuori i gessetti colorati e sulla curva lavagna della tartaruga disegnano una rondine.
(J. Cortàzar, "Storie di cronopios e famas")
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mi ricordo che ne avevamo parlato allo scorso meetiup, e mi sono ricordata che era uno dei libri di testi 'opzionali' che ci avvea consigliato la docente di Storia delle istituzioni politiche... e che io però non ho mai letto
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Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice. (Jules Renard)
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- Marcello Basie
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Io l'ho letto perche' un mio professore universitario, Braicovich, l'aveva messo come libro necessario per il suo corso... il corso era di Fisica QuantisticaXenia ha scritto:era uno dei libri di testi 'opzionali' che ci avvea consigliato la docente di Storia delle istituzioni politiche
Il libro e' divertente, originale, la parte sulla stupidita' umana me la ricordo molto gustosa... dovrei proprio andarlo a scovare nella mia libreria e rileggermelo, poi magari lo faccio girare!
A+
Marcello
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Ho appena finito di leggerlo. Un gioiellino! La parte sulla stupidità umana è una vera perla, un capolavoro di fine umorismo.
Mi spiace non poterlo ringare perchè l'ho avuto in prestito, ma ora mi metterò a caccia di una copia e poi
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Re: Carlo Maria Cipolla - Allegro ma non troppo.
Ho riletto (per la terza volta, lo ammetto) questo gioiellino dell'intelletto umano. Come ho già scritto questa è adirittura la terza rilettura ("colpa" di una sfida: è il più corto che ho in libreria, tolti gli albi illustrati delle figlie!) ed è stato comunque un piacere. Brillante e geniale e appagante: consola vedere messa nero su bianco l'intelligenza
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